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mercoledì, 20 giugno 2007,21:15
Vi prego,datemi una mano.
Se c'è qualche associazione benefica che passa da queste parti,qualcuno che mi vuole aiutare perchè ormai si è affezionato pure solo all'avatar con Chandler,non dico alla mia persona,o magari perchè deve scontare una condanna in lavori socialmente utili FACCIA QUALCOSA PER ME.
Ho bisogno di un'occupazione qualsiasi.
Posso fare la commessa,la spazzina,la dog sitter,la colf,la guida turistica,la sciampista,la piccola fiammiferaia...tutto,purchè non sia stare tutto il giorno in casa vagando da una stanza all'altra in mutande.
(specifico:non è che non faccio nulla perchè ho finito quello che dovevo fare,è che avendo deciso di cambiare quello che stavo facendo continuare a fare ciò che facevo finora non ha utilità alcuna).
Offrite un'opportunità a una povera rincoglionita che tenta invano di schiacciare un minuscolo neo sulla guancia credendolo un punto nero (è vero che non si conosce mai abbastanza il proprio corpo!).
A una scema che direte voi ma almeno esci di casa,fai cose,vedi gggente e io rispondo no,non c'ho voglia di vedere gente ma al massimo di fare cose solo che devono avere uno scopo se no non le faccio.
Leggi.Lo faccio già,grazie,ma a leggere all day long mi diventano gli occhi tutti a fiorellini.Come a stare al pc,del resto.Ascolta musica.Lo faccio tutta la notte a livelli subliminali con l'i-pod che si disperde nel letto.
Niente opzioni spiritose e canzonatorie del tipo scopa perchè toccate un tasto dolentissimo con la storia degli 800 km eccetera eccetera.
Sono molto esigente,lo so,ma quello che cerco è un lavoro da schiava che mi tenga occupata l'intera giornata e per l'intera giornata mi faccia smadonnare pentita di averlo voluto.
lunedì, 18 giugno 2007,11:00

Questa storia devo averla già scritta in qualche forum,ma la riesumo perché,secondo me,merita
.
La doverosa premessa è:dalle mie parti,per riferirsi al fico (il frutto) si usa,in dialetto,il femminile.Non c’è bisogno che vi traduca “fico” in dialetto,si capisce da solo,penso.
Insomma,prendete la stagione dei fichi secchi.
Aggiungete un fruttivendolo non propriamente ferrato in italiano e una clientela generalmente composta da anziani dialettofoni.
Otterrete quello che è stato visto non moltissimo tempo fa dagli occhi di mia madre fuori da un negozio:assieme a pere,banane e kiwi potevate tranquillamente acquistare FICHE SECCATE.
Giuro.
venerdì, 15 giugno 2007,11:00
Sono tornata,non so con quanta lucidità,però.
Spiego in breve quali sono i “cazzi vari” che avevo per la testa finora,se vi interessa,se no fatevi un giro da un’altra parte e non leggete,tanto non mi dilungherò molto.
Sintetizzo in:
- scelta di cambiamento di stile di vita che comunque prima di settembre non avrà modo e luogo quindi è inutile che mi ci arrovelli il cervello sopra fin da oggi,que serà,serà,whatever will be,will be,the future’s not ours to see,que serà serà,what will be will be.
- conoscenza del tutto casuale,inaspettata e anche un po’ dannosa,diciamolo,con tipo che risiede a 800 km di distanza all’incirca e che ha trasformato il Cuordipietra Famedoro che è in me in una Brigitta con tutti i cuoricini negli occhi (se non sapete di chi parlo andate a rileggervi Topolino) .Devo solo capire una cosa,e cioè se il tipo in questione è un bastardo stronzo con B e S maiuscole e in grassetto,o se sono io ad aver scelto il momento sbagliato per conoscerlo e allora è lui che ha i cavoli suoi per la testa quindi mi tocca aspettare (ma anche fosse il primo caso,non finisce qui comunque,perché lo vado a prendere da dove sta e lo faccio parlare finchè non mi dice tutto,ebbasta mò mi sono stancata di avere a che fare con mezzi uomini).
- non sapevo cosa scrivere e siccome non sono un’imbrattacarte (in questo caso imbrattaschermi) meglio nulla che inutilità varie (intendiamoci,questo è un blog tutto pieno di inutilità,ma è sempre buona cosa distinguere le inutilità inutili da quelle sensate).
giovedì, 17 maggio 2007,18:59
Io,circa 7 anni e mio fratello,quasi 9,andiamo a prendere un gelato al bar con papà,una domenica,tardo pomeriggio.
Ci sediamo al tavolino e io,per spezzare l'attesa racconto la seguente barzelletta,letta da un libro che avevano portato a scuola due gemelle mie compagne di classe:
Una signora sale sull'autobus con 7 bambini e dopo aver fatto sedere i piccoli,rimane in piedi.Allora chiede a uno dei suoi figli di andare dal signore lì vicino e dirgli che,se chiudesse le gambe,ci sarebbe più spazio sull'autobus.Il bambino va,parla col signore,poi torna dalla mamma e le riferisce la risposta:"Mamma,il signore dice che se anche tu avessi chiuso le gambe ci sarebbe più spazio sull'autobus!"
A me era piaciuta,quando l'avevo letta,ma nè mio padre nè mio fratello stanno ridendo.
La faccia di mio fratello è più o meno così
.
Quella di mio padre invece è questa
.
Papà:Mmmm...ma chi te l'ha raccontata?
Io:L'ho letta a scuola!Ti piace?
Papà:Ehm...sì però..veramen...è un pò da...persone grandi...
Io:Perchè?
Papà:Ehhhhh...un giorno te lo spiegherò!
Io:Va bene...
Tra me e me penso "povero papà deve essere molto stanco per non averla capita...eppure è così facile...la signora sta con le gambe aperte sull'autobus allora quello le dice di chiuderle così c'è più spazio..."
Però per tanto tempo ho avuto un tarlo nella mente,quella barzelletta,chissà perchè papà pensava che fosse per adulti.Certo a ripensarci dopo tanti anni non faceva nemmeno ridere,questo lo ammetto,ma che avesse dei risvolti erot...
Ebbene,signori e signore,DOPO 15 ANNI CI SONO ARRIVATA ANCHE IO.
sabato, 05 maggio 2007,13:05
Ammetto di essere vittima di certi preconcetti per i quali catalogo "politicamente" le persone secondo nessun altro criterio che la mera apparenza.
Ci indovino 9 volte su 10,sia chiaro,ma trattasi sempre di giudizi dati a priori e quindi di analisi scientificamente non corrette,ancorchè spesso assolutamente attendibili.
Individuo sostanzialmente 6 categorie:
-il berlusconide,dotato di abbronzatura rigorosamente artificiale.Va in palestra una volta alla settimana e si fa mensilmente la lampada.Visto da vicino ha la pelle spessa due volte più del normale (causa esposizione eccessiva alla luce del solarium) e sentito da vicino ti rendi conto che probabilmente col profumo ci si è fatto anche il bidè.E forse anche con il gel che è avanzato dopo essersene impiastricciato i capelli.
Generalmente porta occhiali da sole,di regola a mascherina e se possibile a specchio.
L’abbigliamento tipico è modellato su quello del Padrone,perciò indossa sovente camicia celeste sotto al maglione blu.Oppure è elegante e cerca di non farsi mai mancare la giacca (la cravatta invece è opzionale,perché a volte può essere necessario fornire di sé un’immagine sportiva e poco impostata).
-il berlusconide insospettabile,omino pelato,basso,con la barba non perfettamente rasata e l’occhietto un po’ spaurito.Nel suo armadio non mancano mai il giaccone di tela blu o beige e i jeans chiari.Non diresti mai che è un berlusconide se non fosse per la copia del “Giornale” diligentemente piegata in quattro parti sotto il braccio.
-il ciellino,giovane per definizione,un po’ catechista ma anche no,faccia pulita,voce bassa e allo stesso tempo tendente all’acuto lieve,se non ci vede bene porta occhiali con montatura metallica senza alcun fronzolo che possa precludere peccaminosamente la strada verso la salvezza eterna.Esiste tuttavia anche il ciellino represso,che come unico sfogo ha appunto la scelta di una montatura particolarmente estrosa e vistosa (arancione fosforescente o rosso le tinte più gettonate).
Riguardo al capello abbiamo variazioni sul tema:quello normale si pettina cristianamente,taglio a spazzola o a panettone non lievitato,quello sfigato ha la riga sul lato o al centro,quello sfigatissimo non solo porta la suddetta scriminatura ma per fissarla usa una (più o meno) discreta quantità di gel che poi gli causa tutti i brufoletti sotto la fronte.Lo si vede solitamente col maglione e la camicia sotto (con colori diversi,spesso si serve anche dell’accostamento celeste/blu che contraddistingue il berlusconide,ma non disdegna mai la camicia a quadretti abbinata con qualsiasi colore).
-il punkabbestia rifondarolo, altrimenti detto il finto straccione.Gira sempre senza un euro in tasca,a parte i soldi che servono per comprare la birra e le sigarette (o il fumo).Si concia in maniera improponibile,poi dipende c’è quello darkettone che veste in total black (pantaloni alla caviglia,calzettoni calati a filo del malleolo,maglietta ideologica che giunge fino a metà coscia) e quello united colors,che invece addossa su di sé TUTTI i colori che esistono senza ovviamente minimamente badare ai giusti accostamenti.Gira fornito di ammennicoli dall’aria vagamente sado-maso,con cane opzionale.Barba incolta e capelli selvaggi sono richiesti,ma non obbligatori.
-il non capisco una mazza di politica ma mi colloco a destra,semplicemente quello firmato da capo a piè,con l’accessorio sempre all’ultima moda,l’elastico della mutanda a vista e non è raro che viva con un cappello (generalmente orrido) saldamente attaccato alla testa.
-il non capisco una mazza di politica ma mi colloco a sinistra,versione ripulita del punkabbestia rifondarolo.Elemento tipico:borsa a righe colorate o di tela usurata con cintura che arriva fino alle caviglie.Non disdegna neppure lui il brutto cappello cementificato sul cranio (trattasi però di cappello di sinistra,ora non saprei descriverlo ma si riconosce alla vista).
giovedì, 03 maggio 2007,10:52
L’abitante tipico del mio paese ha queste caratteristiche:
-non si nutre mai di affari propri.Se accade qualcosa,più o meno rilevante,si verrà a sapere,perché tra un nocese e l’altro esiste sempre un anello di congiunzione,che amerà riferire a uno ciò che è successo all’altro.
-sparla un po’ di chiunque,anche solo per il gusto.Il momento migliore per farlo di qualcuno è quando questo se ne è giusto andato,e possibilmente con quello appena arrivato del quale si era sparlato fino ad allora.Se non si fosse capito:A sparla di B con C,C se ne va e arriva B che con A comincia a parlare di C.E così via,a mò di catena di Sant’Antonio.E’un circolo vizioso.
-guida guardando sempre di lato per poter eventualmente salutare gente (spesso servendosi del clacson) e parla guardando oltre l’interlocutore per vedere se riconosce qualcuno per la strada.Ma anche per giudicare (solo dall’apparenza,è ovvio) chi passa sul marciapiede (o a centro-carreggiata,abitudine tipica del pedone locale)
-diffonde e/o segue mode da una stagione:un cappello,un giubbotto,un paio di scarpe,una marca…Dopo poco tempo,qualcosa,se non ce l’hanno tutti nel paese almeno ce l’hanno tutti nella stessa comitiva.

lunedì, 16 aprile 2007,14:56
Jason Houston,25 anni,ha ottenuto dalla Corte dell'Ohio il diritto a ricevere dalla palestra YWCA (uaidablusiei) di Akron un risarcimento di 768.760 dollari (circa 600.000 euri) per un fatto avvenuto 3 anni fa.
Il giovane durante il sollevamento pesi,a causa di un malfunzionamento dell'attrezzo,si era visto piombare addosso 68 kg di peso.Tutti SU UN TESTICOLO.E ho detto tutto.
sabato, 14 aprile 2007,10:49
Da sempre il catalogo D-mail si divide in LE COSE UTILI e LE COSE BELLE.
Del primo gruppo fanno senza dubbio parte:
-I TRE GNOMI DA VASO
che,oltre a essere sicuramente anche molto belli,accattivanti e di ottimo gusto,forniscono al vaso quel quid in più che aiuterà le piante a vivere meglio.
-GLI UCCELLINI CHE CANTANO SE SUONI IL CAMPANELLO
pur relegati nella sezione "regali per i nonni",in realtà credo si rivelino indispensabili in ogni casa del 2007,oggi che ormai manca sentire il cinguettio festoso dei passerotti che inizia di primo mattino e finisce solo al tramonto.
-COLLARINO CAMICIA
L'idea è copiata palesemente dalla camicia di Totò nel film Totò,Peppino e i fuorilegge
,ma quando una cosa è utile,non importa l'originalità dell'idea,perchè,diciamolo,a chi è che non serve una camicia finta,al giorno d'oggi?
-PORTACRAVATTE ELETTRONICO
visto che,lo sappiamo,all'uomo moderno fa troppa fatica girare a mano il vetusto,desueto,superato portacaravatte normale,lui vuole spingere un bottone e scegliersi la cravatta senza stancarsi più del dovuto.
Per le cose belle,invece,e io aggiungerei anche assolutamente non kitsch,che è bene specificarlo:
-LE 4 TAZZE PAPA
per avere i faccioni dei nostri amatissimi pontefici (parliamo degli ultimi quattro in ordine di tempo,Paolo VI,Giovanni Paolo I e II,e dulcis in fundo Paparatzi)anche al mattino quando prendiamo il caffelatte o durante il the del pomeriggio.
-LA TAZZA CHE FISCHIA
da regalare agli amici o ai figli adolescenti.La particolarità di questa mug non è quella di avere le tette (discretissime,peraltro,si vedono appena!)ma quella di fischiare quando viene sollevata.
-BOXER MERRY CHRISTMAS
interessante esperimento di metamutanda o mutanda nella mutanda,con quattro palle natalizie a mò di decorazione.Forse è un pò fuori tempo,ma laddove alberga il buongusto penso che nessuno si accorga del contesto festivo sbagliato.
-PRESE MULTIPLE DECORATIVE
perchè nascondere le prese multiple quando sono così belle e possono rendere migliore la nostra casa?Solo a dei matti non piacerebbero queste stupende decorazioni particolarmente raffinate ed eleganti.
sabato, 07 aprile 2007,12:39
Mia nonna (1914) usa per bere una tazza (rubata tra l'altro dalla casa che prendiamo in affitto al mare)che io sistematicamente conservo in un posto per lei troppo in alto.
Ieri sera mi chiama:
"Hei,zoccolona.Prendimi la tazza"
giovedì, 05 aprile 2007,11:12
Fosse per me,eviterei i telegiornali perché mi fanno saltare i nervi come poche cose al mondo,giusto poco più dei bambini e poco meno della faccia di Ibrahimovic.
ODIO dei telegiornali soprattutto queste cose:
-i giornalisti con la r moscia.O quelli che fingono di averla.Nessuno mi toglierà mai dalla testa il sospetto che una delle conduttrici del TG2 delle 13.00,tale Francesca Nocerino,finga di avere quello che lei ritiene un elegante vezzo ma che è a mio avviso quanto di più antitelevisivo esista al mondo.
Il dubbio mi viene perché questa qui la evve a volte ce l’ha a volte non ce l’ha e i casi sono due:o il difetto di pronuncia ce l’ha e quando si ricorda lo corregge o non ce l’ha e quando si ricorda fa finta di averlo.Sono problemi che lacerano l’animo.
-quelli che fanno i cronisti d’assalto di ‘STA CIPPA (specialità di Studio Aperto).
Look casual,borsa multitasche,respiro affannoso nel microfono,gli inviati si recano sui luoghi della notizia fermandosi ogni quattro passi in stile via Crucis e indicando qualcosa col ditino,tipo “qui Gelsomina si è allacciata le scarpe prima di incontrare il suo assassino” oppure “in questo punto preciso nonno Onofrio ha scatarrato prima di prendere l’autobus sul quale gli hanno rubato la pensione”.
Camminano nell’erba,chiedono opinioni alla gente del posto,assumono toni grevi da veglia funebre.Tempo perso,dal momento che del loro giornalismo affettato la gente non sa cosa farsene.
-le notizie inutili rivestite di importanza secolare,tipo il sequestro-lampo di quella ragazza in Piemonte.L’hanno ritrovata?Basta,che c’importa del resto.Non vale la pena di aprirci un telegiornale e dedicare all’evento un servizio di cinque minuti.
-i titoli scritti,per dirla con parole semplici,a cazzo di cane.Giusto a mò di esempio: “Cogne:l’assassino è un estraneo” è un titolo fatto con i piedi,visto che,se conosco bene l’italiano,vuol dire che c’è una certezza,invece si trattava semplicemente del nocciolo dell’arringa difensiva.Ma costava tanto di più per la grafica aggiungere un “per la difesa”?
-le interviste a vicini di casa e compaesani dei protagonisti dei fatti di cronaca.Perché qualcuno non dice alle redazioni dei tiggì che non gliene frega niente a nessuno di cosa pensa il cugino del panettiere sotto casa di Donato Bilancia o la nonna della parrucchiera della Franzoni?
Purtroppo mi tocca vederli e/o sentirli più volte al giorno per via di mia nonna che ne è dipendente (e viene regolarmente fuorviata dalla disinformazione che è spesso diffondono),e ogni volta mi faccio partire l’embolo.Poi dicono che sono acida.Provate VOI a dover seguire il TG1 tre volte in una sola giornata.
lunedì, 26 marzo 2007,12:09
Non parlo solo di attrezzi prettamente scolastici ma a cose che non mancavano in nessuna casa di bambini,pre-adolescenti e adolescenti della fine del secolo scorso.Chi non aveva in casa almeno UNA di queste cose non è un vero figlio degli anni ’90.
-temperamatite estroso,a forma di Pinocchio,di stella,di cuore,di libro,di gatto,di Topolino,di carota…di qualsiasi cosa insomma.
La caratteristica comune a tutti questi temperamatite era che non temperavano nemmeno se facevi la richiesta ufficiale in carta bollata.
Anzi ogni matita ti implorava per non entrare in quell’antro malefico,perché la lama di quei temperini MANGIAVA A MORSI qualsiasi punta.
-gomma a disco che penso non abbia mai cancellato qualcosa in vita sua come anche il gommino della penna cancellabile,vera e propria sòla del millennio per chi come me ha il tratto A INCISIONE (detto anche “a carta copiativa”) del quale rimangono i segni anche sotto una colata di asfalto.
-pennona multicolor,quella penna antiergonomica per eccellenza,4/5 cm di diametro,impossibile da impugnare,che però possedvano tutti gli infanti più felici,e che dava la possibilità di scrivere in diversi colori (profumati,fra l’altro) tra cui giallo invisibile e verde squallore.Non so a voi,ma a me durava sempre al massimo un mese.O si spaccava sulla punta (a causa dei ripetuti tentativi di scrivere in più colori contemporaneamente,facendo uscire più pennini tutti insieme) o andava a puttane il meccanismo a molle.
-salvabuchi,utili per riparare i guasti nei buchi dei fogli per quaderni ad anelli.Io avevo la maledizione del quaderno ad anelli,mi piaceva tanto,soprattutto perché potevo usare i fogli colorati e fare la trasgressiva scrivendo i temi su sfondo arancione.Però data la mia sciatteria almeno 3 buchi su quattro si aprivano come quarti di bue e facevano penzolare i fogli di fuori.Però non è che avessi sempre tutta questa voglia di rimediare ai danni,per ciò per lo più lasciavo le cose com’erano,del resto il destino aveva voluto così.Da qualche parte,in casa,dovrò pur avere qualche scatolina intonsa di salvabuchi!
-supertele o supersantos,il primo bruttacopia di un pallone da calcio l’altro di uno da basket.Il luogo ideale per giocarci era una campana di vetro senza aria,perché al minimo soffio di vento c’era inevitabilmente una variazione di traiettoria contraria alle leggi della fisica (che peraltro non conosco,quindi non se nemmeno se sia vero).Costava dalle due alle quattromila lire,dipendeva sempre da quanto ladro fosse il negoziante e dall’anno di acquisto.Però bisognava comprarne almeno uno alla settimana,non meno.Anche se io e mio fratello,per affetto,li tenevamo e li usavamo anche quando erano inservibili.Ne ricordo uno che finì in terrazza e,quando lo ritrovammo dopo mesi,si era ridotto alle dimensioni di una palla da tennis.E ne ricordo anche un altro sgonfio,malleabile ma non molle (se te lo prendevi in faccia,erano 10 punti di sutura minimo),ovviamente non rimbalzante,che mia madre chiamava il “pappafico” (dicesi pappafico di persona moscia e debole).In realtà noi al pappafico abbiamo voluto sempre un gran bene,lo usavamo in casa per tirare i rigori contro l’armadio e lo consiglio perché si può parare facilmente dopo avergli fatto assumere la forma di un disco da frisbee.Lo sconsiglio agli armadi,perché dal rumore che faceva nell’impatto,non penso che il nostro ne fosse molto contento.
-mano di gomma che sarebbe poi quella robaccia gommosa che si trovava generalmente nelle patatine e aveva un braccio lunghissimo che si lanciava tipo lazo e poi la manina rimaneva attaccata alla superficie desiderata,lasciando l’inconfondibile segno del passaggio sul muro e sui vetri.L’inconveniente principale era che il materiale di cui era fatta la manina era appiccicosissimo e dopo un solo giorno di utilizzo si ricopriva di una spessa coltre di polvere o ogni genere di detrito incontrasse per la sua via.Ergo era da buttare.
giovedì, 15 marzo 2007,18:35
C'è qualcosa di peggio che tagliarsi con la carta?
Sì,tagliarsi con i piatti di plastica.E farsi graffi sulla mano sinistra con la mano destra.
giovedì, 15 marzo 2007,10:53
A proposito dell'equazione Scamarcio-scamorza,io ho da sempre ("che significa da sempre?non lo dite mai!"diceva la mia prof di italiano al liceo,ma io lo dico comunque!
)l'abitudine di associare ai nomi propri un oggetto o un'idea,può essere per assonanza,per questioni onomatopeiche o per motivi che non conosco e mai conoscerò.Tipo:
-Marcello:ripieno della salsiccia
-Paolo/a:patata bollita
-Silvia:fazzolettini di carta
-Simone:mezzo limone spremuto
-Giuseppe:trucioli
-Stefano:biscotto integrale lungo e rigato
-Caterina:collanina con ciondolo a brillantino
-Francesco/a:foglie di alloro
-Marta:confetti
-Emilio/a:lasagne
-Cristina:corn flakes
-Dario/a:agenda
-Vito:menta
-Angela:zucchero a velo
-Piero:orecchie
-Alessandro:argento lucidato
-Alessandra:qualcosa di laccato in rosso
-Mario:rasoio
-Giorgio:cappello da pittore,tipo basco
-Massimo:caramella all'arancia oppure Fanta in bottiglia di vetro
martedì, 06 marzo 2007,11:19
giovedì, 15 febbraio 2007,19:11
Centro di Bari.Una mattina di febbraio.Entro nella Laterza,prestigiosa libreria che non avevo ancora visitato dalla (ben riuscita) ristrutturazione che ha subìto qualche mese fa.Con orrore mi accorgo che una scolaresca di 16/17 enni,UN'INTERA CLASSE,si muove tra i libri commentando con risolini idioti solo i titoli a loro avviso divertenti (e tra questi figura L'Arte di amare di Ovidio,che poco,anzi NULLA ha di esilarante).A capo,un'insegnante bionda che guida l'escursione (ma in realtà se ne frega e lascia i ragazzi fare tranquillamente i maleducati in mezzo agli scaffali).
Arrivano le dieci,orario di apertura della Feltrinelli,dove intendo fare un salto .L'orrore raddoppia quando mi rendo conto che la stessa marmaglia di pubescenti si muove in blocco verso il megastore,che a loro risulta più appetibile,dal momento che,se dei libri non sanno che farsene,dei videogiochi e dei cd invece sì.
Ma tant'è,devo andarci,ci vado.Non so come abbia potuto sopportare per più di un minuto quelle voci da gallinacci che fuoriscivano da corpi alti almeno 1 e 80 e quegli stridii da inchiodata sull'asfalto prodotti dalle ragazzine con i trucchi Pupa al posto della materia grigia.Non so come abbia potuto NON suonare sulle loro teste vuote le custodie dei dvd mentre li sentivo entusiasmarsi alla visione del cofanetto completo di Dawson's Creek e del libro+film di Tre metri sopra al cielo.Ogni tanto guardavo con compatimento e invidia il commesso costretto a star dietro a quegli stupidi,occupanti senza pudore TUTTI i divanetti del negozio,leggenti TUTTI i libri di sciocchezze disponibili,commentanti con l'acutezza di un tacchino TUTTI i film demenziali che avevano visto.Compatimento perchè sopportare quelle bestie nel proprio locale deve essere TRAGICO,invidia perchè avrei voluto essere lui per poterli cacciare senza pietà.
Tornando a casa,mi sono chiesta come mai DETESTI così tanto gli adolescenti,d'altra parte lo sono stata io fino a 3/4 anni fa.Eppure,ho la certezza di non essere mai stata così DEFICIENTE.
martedì, 13 febbraio 2007,20:05
Non lo dico (soltanto) perché sono una zitella acida e senza cuore,ma io la festa (?) di S.Valentino LA ODIO.La festa degli innamorati.Bleah.Ho il diabete solo a pensare a ciò che faranno le coppiette domani (ristorantino,cioccolatino,regalino:inorridisco!) e l’assoluta certezza che neanche se avessi accanto l’uomo della mia vita mi sarei ritrovata a fare il 14 febbraio qualcosa che non faccia anche il 13 e il 15.
(disclaimer:per evitare di essere considerata uno yogurt scaduto,specifico che LO SONO ma nei confronti di qualsiasi cosa come onomastici,compleanni e anniversari.Se potessi ignorerei tutte queste cose e in generale tutto ciò che possa minimamente correre il rischio di essere festeggiato con pupazzi di peluche e scatole di dolcetti.


martedì, 13 febbraio 2007,10:23

-Perchè là ci sono molte più villette che in qualsiasi parte del mondo.Avrei avuto serie probabilità di nascere in una villetta a schiera di un villaggio da 2000 anime,invece che in un appartamento di un paese di 20000 anime che,da quanto son piene di boria,sembrano almeno IL DOPPIO.
La villetta americana mi piace perchè ha sempre due piani,e innumerevoli porte.C'è SEMPRE una porta della cucina che dà sul retro del giardino,e nessuno la chiude mai.C'è SEMPRE la porta sul patio,c'è SEMPRE la porta principale con lo sportellino per il cane,anche se non si ha il cane.
Sarebbe una terapia d'urto per le mie fobie maggiori,cioè quella per le porte (ogni porta un possibile assassino diverso [paura derivante da Scream])e quella per le scale (se entra un assassino in casa,la prima cosa che ti viene da fare è fuggire su per le scale,ma così poi sei in trappola.E poi non si sa mai cosa si trova in cima a una scala [paura derivante da Psycho] e mi terrebbe lontana dalla terza paura,quella per i corridoi [derivante da Profondo Rosso].
-Perchè mi piace la lingua (nel senso di idioma,ovviamente).Per carità,l'italiano è una lingua bellissima,Dante ti voglio bene e tu lo sai,però è una lingua rilassante,distesa,la definirei orizzontale.L'inglese invece è "verticale",molto più veloce,più pratico,con meno regole e una certa duttilità che altre lingue si sognano.E poi adoro la pronuncia,anzi le pronuncie.
In più ci sono alcuni termini ed espressioni bellissime,che vorrei usare tutti i giorni ma non posso.Ad esempio mi piacerebbe dire "Jesus!" come imprecazione,che non ha lo stesso effetto di un "Cristo santo!" qualsiasi.Poi adoro "fucking" perchè è un ottimo passepartout ed un modo più elegante per insultare gli oggetti (per questo mi piacciono i dialoghi di Reservoir Dogs,c'è un "fucking" ogni due parole),"of course","thank you!""you're welcome!" "so..." "should,would e could" "brain" "burn" "freezing" e molte altre.
-Perchè voglio comprare il latte e il succo d'arancia nei bidoni per la benzina.Quelle cose formato famiglia che nessuno si cura mai di travasare in bottiglie più pratiche,ma che tutti infilano in frigo (i frigoriferi giganti,a proposito,sono un'altra ragione per voler essere americani)sollevando ogni volta 5 kg di peso solo per bere un bicchiere di latte sintetico.
-Perchè al liceo avrei sempre voluto avere l'armadietto,scegliere i corsi,cambiare aula a seconda del prof,fare i progetti di simulazione di vita familiare e sezionare le rane.
Poi però ci sono anche molti aspetti negativi,tipo che al cinema vanno tutti con i popcorn in scatolone da imballaggio intrisi nel burro fuso,che si conservano le cosce di pollo nel frigo e le sbocconcellano a qualsiasi ora come fossero mele (almeno riscaldatele,che diamine!),che mangiano le peggiori porcherie esistenti nell'orbe terracqueo (lamentandosi poi di essere ciccionissimi,anche io peserei 200 kg se ingurgitassi ogni giorno robaccia bisunta),che eleggono George Bush jr.E,non contenti,lo ri-eleggono.
NotaDell'Autrice:MAI stata in USA finora.Per tutte le informazioni di cui dispongo ringrazio le famiglie Robinson e Camden,il signor Willy principe di Bel Air,i genitori in blue-jeans,la signora bionda per papà,la signorina Supervicky,il signor Sheffield anche se è inglese,e altri che ora non sto a menzionare.
lunedì, 12 febbraio 2007,20:58
Avete notato la tristezza incredibile dell'ultima pubblicità del Kinder King (merendina già squallida di per sè),con colonna sonora "Diventerai una star" dei Finley (sì,ho detto Finley,siete autorizzati a rifornirvi di aglio e paletti di frassino),dove c'è una desolante festa e uno sfigato cerca inutilmente di abbordare una snobbina che gli offre uno di questi dolcetti chiedendogli: "Frigo,eh?" "Frighissimo!"
?
E poi...pensavo di essermi liberata per sempre della famigliola di imbecilli che si mette a preparare roba con le Sottilette facendo pure a gara sui chi riesce a preparare la miglior schifezza,e mi ritrovo qualcosa di,se possibile,PEGGIORE,ovvero la bambina con la E più aperta del mondo che si lamenta perchè i suoi figli (dei pupazzi di peluche!!!)le portano sempre gente a pranzo,ma poi si consola perchè: "Ma io ho sottilAAAAAAtte"
.
Ho deposto,invece,la speranza che vengano eliminate dalla faccia della terra quelle due galline che hanno il maialino nel frigo come personal trainer (certo,anche io ho un ornitorinco nel freezer che mi fa fare gli addominali e mi vieta di prendere la vaschetta di affogato al cioccolato) e la più brillante delle due (figuriamoci come sta messa l'altra)decide che il porcello è inutile,visto che tanto loro hanno la fornitura di un anno per l'Esercito di Kellogg's Special K.Come se quelli facessero dimagrire.
Per non parlare dei maccheroni molliconi che ci provano pesantemente con la polpa di pomodoro Mutti e son dei veri cafoni maschilisti,della specie di quelli che ti suonano il clacson mente cammini e solo perchè hanno visto il culo,non c'è bisogno nemmeno che ti guardino per espletare la loro idiozia.
Ma il picco di non-sense fu raggiunto anni fa da una pubblicità Plasmon:moglie,marito,moccioso di un paio d'anni al seguito.Lei: "Tesoro,hai preso i biscotti?" Lui:"Sì!"e li mostra alla cretina che ha sposato.Lei:"Ma no!Non quelli!Questi!" e li prende dal tavolo,a due centimetri da lei.Ehy,tu,cogliona!ma se ce li avevi in mano,cosa vuoi da quel povero marito ameboide che non si è mai accorto che il bambino si scioglie nel biberon i Plasmon e non gli amaretti al rhum della nonna!!!E' proprio vero che Dio li fa e poi li accoppia.
Ora non so se il problema sia nel deficit intellettivo di alcuni pubblicitari o in quello dello spettatore comprante,che evidentemente viene valutato come facente parte di una massa di beoti da chi decide il target degli spot.Chissà perchè,poi...
lunedì, 29 gennaio 2007,19:31

Se fossi un puffo,non potrei mai essere Puffetta perchè non sono nè bionda nè zoccola.
Sarei di sicuro Brontolone (il mio preferito però è sempre stato Sciccoso,il puffo gay dichiarato-gli altri pure copulavano fra loro,ma senza mai fare coming-out!-),poichè la mia frase preferita è "io odio...".
Ormai mia madre si chiede se esista davvero qualcosa che io NON odio,e la risposta è difficilissima,perchè sarei orientata verso un secco "no!" ma poi non voglio sembrare uno scorbutico orso intollerante (quale in realtà sono).
Però esistono cose che detesto più di altre,se dovessi fare una TOP FIVE in ordine sparso (tanto abolirei tutto allo stesso modo,senza preferenze)sarebbe questa:
-applausi ai funerali
Hey,c'è una persona morta là dentro,RISPETTO.Taci.
-clacson nei centri abitati
E' vietato,va bene?NON SI PUO',perchè quell'orrido suono supera i decibel che un orecchio umano può sostenere.E anche se l'orecchio umano potesse,il mio NO.E non me ne frega niente se tu vai di fretta e quello davanti si è addormentato al semaforo (veramente chi si addormenta al semaforo ha tutta la mia più profonda disistima,ma non tanta quanta quella verso chi strombazza)
-vecchi che sputano per terra
Non so se sia un fenomeno diffuso solo nella piazza del mio paese,ma troppi ce ne sono di anziani signori che,estromessi di casa dalle mogli che non li sopportano,trascorrono mattine e pomeriggi a far su e giù in centro,e tra un passo e l'altro lasciano sul pavimento abbondanti tracce di DNA sottoforma di saliva.Li riconosci in tempo e li eviti grazie all'inconfondibile rumore di scatarramento che precede lo sputo,ma sant'Iddio,costa molto riporre il cimelio in un fazzoletto,azione che oltre a essere molto più chic è anche molto più igenico?
-donne sciorinatrici di panni e annaffiatrici di piante sulle altrui teste
Abitudine tipicamente,ahimè,meridionale.Le streghe,vegliarde per lo più,in pieno giorno e in pieno passaggio di gente sotto il loro balcone,si mettono a stendere i panni gocciolanti senza cura alcuna di chi cammina sul marciapiede e si prende queste gocce in testa.Oppure ad annaffiare i gerani pensando,nel frattempo,alle vacche,e quindi facendo strabordare vaso e sottovaso se possibile addosso a qualcuno.
Quando mi succede,di solito taccio perchè ho un certo stile che vorrei mantenere,ma dentro di me comincia un turpiloquio che non è gentile riportare qui.
-bambini
Sarò una donna degenere ma io i piccini non li reggo,quando hanno dai 3 anni in su.Prima mi piacciono,gli batto le manine,gli tiro le guanciotte,dò bacetti a destra e a manca,ma raggiunta l'età dei "perchè?di chi è questo?cos'è?"non voglio vederli nemmeno in foto.
L'avversione dura fino minimo alla maggiore età,ma può proseguire in casi particolarmente gravi di infantilismo coriaceo (purtroppo qualcuno mi ha fatto un maleficio e io ai ragazzini piaccio molto,non faccio nulla per piacere anzi cerco di farmi odiare,ma nulla posso contro il sortilegio che mi è stato fatto).
sabato, 20 gennaio 2007,19:18
Tutti abbiamo ossessioni e manie.O forse lo dico perché spero di non essere l’unica sulla quale la Neuro deve tempestivamente intervenire.
Io ho una ben precisa ossessione che è quella dello scolaposate.Mi faccio paura da sola per il modo di gestione di questo oggetto.
Sarà meglio spiegarsi:dunque,il mio è formato da quattro comparti e se c’è una cosa che può alterare visibilmente l’equilibrio del mio sistema nervoso è IL SOLO PENSIERO che nel comparto delle forchette possa finire un cucchiaio o in quello dei coltelli possa finire un mestolo.
Non mi interessano le disparità numeriche,perciò se ci sono 18 forchette,1 cucchiaio e 2 coltelli andranno ognuno nel proprio luogo deputato,anche se ciò comporta come conseguenza logica e per leggi fisiche note a tutti (tranne che alla sottoscritta,ovvio,sempre fiera dell’8 in fisica che tendo a sottolineare spesso nonostante l’evidente assurdità dello stesso)una perdita inesorabile dell’equilibrio,che io blocco sul nascere attraverso arringhe appositamente mirate dirette allo scolaposate.Che mi intende alla perfezione,tanto che ormai basta uno sguardo.Giuro.Io capisco bene i suoi atteggiamenti,e quando vedo che sta per inclinarsi su un lato,lo fulmino con gli occhi.Non cade più.
So che basterebbe distribuire equamente le posate nel contenitore,senza badare alla forma ma al numero,ma poi l’oggetto mi verrebbe su maleducato.
Qualcuno penserà che sto scherzando,qualcun altro che è vero e che io sono pazza.
Entrambe le opzioni sono false,perché non sto scherzando ma non sono fuori di testa.
Semplicemente ho una concezione,chiamiamola così,animista della vita.SO che gli oggetti non parlano MA SO ANCHE che si possono educare.Basta abituarli gradualmente a un certo comportamento,che diventerà per loro l’unico possibile e per noi quello giusto.
Come cantavano i Beatles “there’s nothing you can do that can’t be done”,ed è la mia teoria.
TU,oggetto,non hai un cervello e non puoi importi su di me che ne ho uno (evitiamo la scontata battuta sul malfunzionamento di quest’ultimo).
Se dovete aprire una bottiglia che non si apre,sistemare una cosa in un posto dove fisicamente non ci sta,montare una sorpresina Kinder capricciosa,non desistete mai e chiamate me.
Sono capace di insistere ore e ore,giorni persino,prima o poi,vinco io.