martedì, 27 marzo 2007,17:46
Gli assidui lettori di questo blog (un numero inferiore a 3 ma superiore a 0) sapranno che nutro una insana passione per una squadra DI SERIE B che è la Juventus.
Non tutti sanno però che trattasi non di scelta consapevole ma obbligata,purtroppo io sono juventina mio malgrado.
Non è la discesa nel campionato cadetto a dettare tale affermazione,nè il volermi tenere distante dalla condotta tenuta da Moggi &C. negli ultimi anni,ma semplicemente il fatto che la Juve in generale,a partire dal marchio,a continuare con la dirigenza per finire con i giocatori mi è sempre stata parecchio sulle balle.
Ma così,senza motivo,direi che ci troviamo davanti al tipico caso di antipatia "a pelle" mista a sindrome di Stoccolma,visto che non riesco a smettere di tenere per lei,nonostante non ci sia nulla di razionale che mi spinga a farlo.
Giuro che ho provato a cambiare squadra,cominciando dalla Fiorentina che amavo per via del colore della maglia e della canzone "O Fiorentina",poi la Roma dopo il cucchiaio di Totti che beffò l'allora nostro portiere Van Der Sar (che definire scarso mi pare fin troppo lusinghiero) a Euro 2000,il Milan perchè mi vesto spesso di rosso e nero insieme e poteva tornarmi utile,persino l'Inter,che all'epoca faceva simpatia comprando pippe abnormi,tra le quali ricordo con immenso piacere Hakan Sukur e Vampeta (ditemi che non sono l'unica a ricordarmeli!)e il Parma,solo a causa del suono del nome di Sergio Conçeicao (uno dei miei idoli calcistici onomastici,dopo Hristo Stoichkov,Bixente Lizarazu e Joao Pinto).
Non ci sono mai riuscita,con la Fiorentina per via dei pessimi risultati ottenuti non appena ho iniziato a tifacchiare per lei,con la Roma perchè secondo me bisogna essere romani se no non si può essere romanisti,con il Milan per via del Presidente e della faccia di Adriano Galliani,con l'Inter perchè il vittimismo non mi piace e avvertivo che un giorno sarebbe diventata antipatica (avendone ben donde,peraltro!),con il Parma perchè in fondo nutrivo ancora rancore rispetto a un fallo contestato da Cannavaro che aveva fatto espellere non ricordo chi nella Juve.
Ma soprattutto non ci sono mai riuscita perchè sono juventina dentro,non posso farne a meno,posso fingere di dire che quella finale di Manchester del 28 maggio 2003 è uno sbiadito ricordo lontano,ma la realtà è che odio ancora Dida e Shevchenko,oppure posso minimizzare sull'abbandono di Ibrahimovic ma in realtà lo ritengo il terzo traditore di sempre dopo Giuda Iscariota e Gianluca Zambrotta.
Tutto questo non per giustificarmi,ma per dire non vogliatemene se sono juventina,non lo faccio apposta.
lunedì, 08 gennaio 2007,18:53
Il pupazzetto che ho a casa con le fattezze di Fabio Capello e che ogni tanto stuzzico a colpi di spillone sta dando i frutti che ogni buon rito vodoo deve dare.
Quinta sconfitta del Real Madrid in campionato.
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sabato, 16 dicembre 2006,11:43
A volte ci si rende conto di come tutto sia relativo,di quanto quello che fino a ieri bastava per definire "nero" il periodo che si sta attraversando,oggi diventa una cosa di pochissimo conto,di un'irrilevanza che fa persino sentire in colpa.
Quello che è stato definito da molti "l'anno nero della Juventus" con le intercettazioni compromettenti,con la retrocessione,con la revoca di 2 scudetti,con il tentativo di suicidio di Pessotto ha veramente raggiunto il punto di non ritorno.
Tutto si annulla quando vieni a sapere che due ragazzi delle giovanili della squadra,appena diciassettenni,anche promettenti (ma questo non importa,poteva trattarsi anche di due futuri brocchi) sono morti così,improvvisamente e scioccamente,per recuperare dei palloni finiti in uno stupido laghetto artificiale nei pressi del campo.
Non sembra nemmeno vero che sia andata così,invece è verissimo.
Nessuno si era nemmeno accorto della mancanza di Alessio Ferramosca e Riccardo Neri,rispettivamente centrocampista e portiere della formazione "Berretti"(vincitrice,tra l'altro,dello scudetto della passata stagione),finchè non sono tornati tutti negli spogliatoi e hanno visto gli abiti dei compagni ancora appesi lì mentre di loro nessuna traccia.
Sono morti per congelamento?Per annegamento?Ancora non ho capito,ma ha poca importanza anche quello,contano solo i fatti.
I fatti sono:ancora due giovanissimi morti in circostanze incredibili.
Quando accadono queste cose,le parole si sprecano e poi si fa presto a dimenticare,credo sarà così anche per loro,che oggi fanno tanto clamore e domani torneranno nell'anonimato.
Non per me,ovviamente,che cerco di ricordare sempre cose di questo genere.
Odio la morte,soprattutto quando ti arriva alle spalle e quando hai solo 17 anni,e magari non fai in tempo nemmeno a compierli perchè muori un giorno prima.
mercoledì, 13 dicembre 2006,10:53
Quando nel 2000 David Trezeguet fu acquistato dalla mia Juve,iniziò per me il suo percorso di espiazione per quel maledettissimo golden gol che fece perdere all’Italia gli Europei di Belgiolanda,già praticamente vinti e persi a causa sua e di quella cavolo di rete della disperazione (e di culo!) segnata da Wiltord a un centesimo di secondo dal tiplo fischio (a nulla valse il rito apotropaico che misi in atto nell’occasione,cioè quello di bere litri di acqua Uliveto in quanto acqua della Nazionale,poi diventata appannaggio del solo Del Piero).
Il peccato si è definitivamente estinto con il rigore sbagliato alla finale mondiale di Berlino,che ci ha consegnato la coppa senza molti complimenti.
La dura legge del contrappasso.
Dio fa e poi disfa.
Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.
Bisogna saper perdere,non sempre si può vincere.
Chi la fa,l’aspetti.
E via dicendo…
Ma adesso,con le ultime dichiarazioni dell’attaccante franco-argentino,potrei persino dimenticare completamente l’episodio di Rotterdam e volare a Torino a fargli pat-pat sulla spalla per conoslarlo del penalty sbagliato che ancora gli brucia e ancora mi fa gongolare.

E’ stato infatti uno dei pochi che ha detto le cose pane al pane e vino al vino:il senso delle sue parole era,sostanzialmente: “Ibrahimovic e Vieira andate affanculo!”.
Passi per Zambrotta e Cannavaro ( sempre dei traditori sono,ma almeno hanno avuto il buon gusto di andarsene all’estero a evitare la serie B),ma i veri Giuda Iscariota sono quei due,passati direttamente nelle mani del nemico, tutti tronfi di dichiarazioni d’orgoglio di appartenere oggi all’Inter (ma quando mai…fino a tre mesi prima non avrebbero mai nemmeno pensato di poter passare in quella squadra di sfigati cronici) e che,scucito lo scudetto da una maglia,se lo sono ritrovati su quella di un altro colore,per la serie “l’attaccamento alla squadra,questo sconosciuto” e “i marinai non abbandonano MAI la barca che affonda”.
In realtà l’allontanamento di Vieira mi era persino sfuggito,nemmeno me lo ricordavo,quello che mi ha bruciato di più è stato l’abbandono di quello stronzo di Ibra.
Vabbè,pazienza,quando vorranno tornare alla Juve e noi non li vorremo più,rimpiangeranno la loro scelta,dal basso del terzo posto in classifica dal quale ci guarderanno dall’anno prossimo in poi per almeno altri 18 anni.Tiè
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sabato, 28 ottobre 2006,20:19
Finalmente ci è riuscito a segnare il duecentesimo.Lo aspettavo al varco,e non mi ha delusa.
Lui è la vera bandiera della Juve,simbolo della parte buona di quella mela marcia che oramai era diventata la mia squadra.Uno che ha sempre dato tutto per la maglia,e che non l'ha cambiata mai,neanche nella difficoltà,neanche quando poteva scappare verso lidi migliori e più tranquilli.
E' rimasto per dare del suo meglio,ha cercato il record nella storia della Vecchia Signora e del calcio italiano e l'ha trovato.
Sempre umile,sempre pacato,mai un tono fuori posto,ha accettato le scelte degli altri in silenzio e con umiltà,per poi dimostrare il suo valore al momento giusto.
Ha dato moltissimo alla squadra e alla Nazionale,per fortuna ha anche potuto lasciare il segno su questi mondiali vinti nel 2006,non ha concesso ai maligni la possibilità di dire "il solito Del Piero"...Quello che si è mangiato sotto la porta un sacco di gol importantissimi e facilissimi,quello che a volte sembrava un fantasma in campo,quello che Agnelli chiamava Godot perchè tutti aspettavano il suo ritorno e lui non riusciva a ritornare grande,dopo l'infortunio.
Ma il "solito Del Piero" non era quello:il solito Del Piero è quello delle punizioni magiche,dei gol che sembravano pennellate d'autore e che gli sono valse il suo vero soprannome "Pinturicchio",della costanza e della determinazione.
Il "solito Del Piero" è quello delle 200 reti in bianconero.Grazie,Ale.