I cattolici non possono stare a sinistra
I non cattolici sono dei disturbati mentali.
Io non aggiungerei nient'altro.
Cari buffoni che siete andati in piazza,vi commentate da soli.
Link | categoria:riflessioni, anatemi, io non mi sento italiana
Il 25 Aprile è la mia Festa,quella che mi sembra la più importante dell’anno perché rappresenta la Libertà (quella vera,non quella delle varie case e poli che nell’ultimo decennio si sono appropriate di questo termine abusandone decisamente)e il riscatto di un popolo,oppresso e lasciatosi opprimere da una dittatura che vede ancora oggi suoi seguaci sedere in Parlamento e avere voce in capitolo nel dibattito politico.
Per non parlare degli stadi,luoghi di aggregazione dei migliori idioti neofascisti,spronati da calciatori che si eleggono a capo-camerata senza sapere che se il loro lavoro è tirare (mediocremente) calci a un pallone è bene che si limitino a fare quello.
Un Paese triste,il nostro,nel quale siamo quasi arrivati a doverci giustificare se ricordiamo e festeggiamo con entusiasmo questa giornata,e nel quale poi nessuno batte ciglio se si trova a sentir parlare di Mussolini come di un “martire del 28 Aprile”.Martire.
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I partigiani sono diventati delinquenti e il duce è diventato la vittima.Veramente ironico.
Ci tocca sentire anche questo,in Italia,oggi.
Ma a me non interessa nulla del significato politico sottinteso nel 25 Aprile,dello stampo marcatamente di Sinistra che ha ancora questa festa,purtroppo (e dico purtroppo perché qualcuno a destra non ha ancora capito che questa è la giornata di tutti gli italiani,non soltanto dei comunisti e dei loro discendenti),delle polemiche che ogni volta sorgono sul valore ambiguo della Resistenza e sui suoi aspetti degenerativi che pure ci sono stati.
Io prendo questa ricorrenza per quella che è,e cioè la celebrazione simbolica della fine del periodo più nero,in tutti i sensi,della nostra storia nazionale.
Un giorno si doveva scegliere,e come scrisse tempo fa Claudio Magris in un bellissimo articolo,il giorno non poteva certo essere il 28 ottobre.
Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio dei torturati
Più duro d'ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA
Ieri sera,per la serie “Il grande cinema italiano” presentato purtroppo da Cicciobaffo,davano,su Rete4,il film “Il delitto Matteotti” (1973) che non avevo mai visto e che non ho pouto neanche terminare di vedere dato l’orario improponibile (è cominciato a mezzanotte).
La riflessione che ne è scaturita sull’orribile omicidio del deputato italiano (episodio che da solo basterebbe a giustificare quello che successe a piazzale Loreto vent’anni dopo e per il quale qualche benpensante ancora si indigna) mi ha portata direttamente a pensare a un articolo letto il giorno stesso nelle pagine sportive del “Corriere della sera”.
Era un commento di Paolo Valentino che esordiva con una piacevolissima quanto ahimè vera citazione di ispirazione manzoniana: “l’idiozia se uno ce l’ha,non se la può togliere”.
L’idiozia in questo caso appartiene a (perdonate il turpiloquio che segue) quella grandissima testa di cazzo di Paolo Di Canio,che ha avuto il coraggio di dire alla stampa tedesca,dandosi arie da gran intellettuale di sta minchia che le leggi razziali non esistono più,la dittatura non esiste più,Senna non corre più (ah,no,quello è Cremonini…) perciò la destra radicale potrà pur avere la possibilità di esprimersi democraticamente?Invece no, a lui “gli rompono le palle”,eppure,povero è solo “fascista,non razzista”.Ma vaffanculo.
Resto francamente sconcertata quando sento gente che si preoccupa dell’invasione “comunista” (inesistente) senza prestare attenzione a questi casi,isolati ma non troppo,di rigurgiti fascistoidi.
Un Paese senza memoria storica non è un Paese civile.
Mi viene da pensare,anzi,credo fermamente,che gli Italiani di memoria storica ne abbiano pochissima.
Per carità,conosciamo tutti quanti bene gli orrori dei regimi comunisti,ma,che io sappia,qui non ne abbiamo mai vissuti.
Eppure ci si spaventa di più il fantasma di un comunismo che non c’è rispetto ai nostalgici di una dittatura violenta,o reduci da un passato che li ha visti fedeli al duce oppure scarti di una sottocultura che proviene specialmente da ambienti poco sani e intellettualmente vuoti come quelli dell’estrema tifoseria sportiva.
Eleggere in Parlamento una mestierante della politica che di cognome fa Mussolini,andare in pellegrinaggio a Predappio,sventolare orgogliosamente croci celtiche,alzare il braccio per fare il saluto romano,farsi dettare le idee politiche da un giocatore di calcio fallocefalo (e per di più anche scarso e scorretto),sono tutti segni di un Paese malato.
Malato di amnesia,malato di vuoto culturale,di mancanza di valori e di ignoranza.
Io posso ammettere di tutto,ma NON il fascismo,che mi ripugna,mi fa schifo,mi indigna,mi spaventa.
In questo campo sono completamente intollerante,non accetto giustificazioni per chi si dice,oggi,fascista.
L’unica giustificazione che posso accettare è che,poverino,non è colpa sua SE E’ IMBECILLE
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