Leggendo un trafiletto su una rivista,sono venuta a conoscenza del fatto che l’onorevole più glamour e fashion del Transatlantico

ha un suo sito personale.
Il fatto che non lo aggiorni da almeno un anno è un mero particolare che non necessita di essere sottolineato.
Io parlerei di questo sito,infatti,in termini squisitamente di contenuto.
In home page c’è lei,imbalsamata come al solito (non ci giurerei,ma dalla foto mi pare di intravedere i quattro argani a motore che le tengono su gli zigomi),all’interno di un riquadro,che tanto per evitare i clichè è mezzo rosa e mezzo azzurro e,sempre per evitare i clichè,nella parte azzurra ti guida verso il mondo di Daniela “politico” e in quella rosa verso quello di Daniela “donna”.
Già su questa scelta di grafica ci sarebbe da discutere,ma voglio pensare che si sia trattato di puro caso che la parte destinata alla scoperta della Santanchè deputata sia celeste,e non di decisione mirata derivante dal concetto politica=maschio.
Comunque…entro nella parte rosa,che per quella azzurra debbo prepararmi psicologicamente e se non ho un defribillatore a portata di mano non so se reggo
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Da brava donna di salotto bene,la signora mi accoglie in soggiorno.Sbracata sul divano,ma in abito nero tutto volants e tacchi a spillo.
Dimenticavo un particolare…siamo in presenza di disegni e non di fotografie.Dettaglio davvero très chic
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Dicevo,in questo soggiorno possiamo trovare:la marketta al suo libro sulle donne islamiche,i consigli per gli acquisti (davvero originali:ad esempio suggerisce che a Roma si può fare spese in via Condotti,o che le cravatte Marinella a Napoli sono le migliori al mondo)e per i viaggi (Barcellona),le sue trasmissioni favorite (Porta a porta fra tutte),i suoi film preferiti (nessuno,visto che non è indicato neppure uno straccio di “Vacanze di Natale” o “Quel gran pezzo dell’Ubalda…”),le riviste e i giornali che legge (tra cui “Yatch capital” e “Di più”),la musica che ama ascoltare (ama la musica italiana e cita due titoli su tutti: “Non parlar d’amore” (sic!) di Celentano e “Come piove” di Jovanotti,sì,proprio quella dall’intensissimo testo “piove!senti come piove!madonna come piove,senti come viene giù!”).
Dopo aver letto queste cose,capite bene che devo assolutamente passare dal bagno,e lì la trovo davanti allo specchio,in maglioncino peloso,che mi dice che lei non rinuncia al profumo Cartier,anche se si rammarica del fatto che la nuova confezione non sia così raffinata come la precedente.
Questi son problemi:siamo con te,Dani,you’ll never walk alone
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Sorvolo sui consigli di bellezza,perché ne sono gelosa,voglio conoscerli solo io,e così voi non saprete mai che per essere belle bisogna far le scale a piedi,andare in bici,fare torsioni con collo e braccia e 10 flessioni.Oooops…ho parlato troppo?
Uscita dalla toilette,mi reco in camera da letto,dove posso scoprire gli ultimi libri letti e deliziarmi con i pensieri sciolti (del tipo “è bello portare mio figlio a scuola” oppure “mi emoziona entrar nel portone di Montecitorio,perché lo vedevo sempre alla tivvù”.Praticamente mancano solo i gridolini di entusiasmo e poi l’effetto oca giuliva è completo).
Prima di uscire dalla casa,passo dalla cucina,ripresa in un formidabile taglio aereo,e apro il libro delle ricette.
A parte l’assortimento di ricette (4) e la difficile reperibilità delle stesse (non si trovano in giro,a meno che non si possegga un qualsiasi libro della serie “L’ABC della cucina” oppure “Fornelli for dummies”),scopro che la padrona di casa ha frequentato un corso di cucina a Parigi.E lo consiglia a tutti.Aggiunge che non importa di farlo proprio a Parigi,si può fare anche qui in Italia.
Meno male che me l’ha detto,avevo già preparato il mio trolley Vuitton per partire alla volta della ville lumière.
Adesso sono pronta per accedere alla metà celeste del sito.
Resisto alla tentazione di iscrivermi alla newsletter,e passo avanti.
Non me la sento di leggere tutte le sezioni,ma non per mancanza di fiducia,è che proprio non ne ho voglia.
Ha una grafica che ispira soltanto a cliccare sulla x rossa,chiudere la connessione,spegnere il computer e buttarlo via.
Sulla via d’uscita mi imbatto in una splendida rassegna stampa,e sto ancora cercando di cogliere il nesso tra la “Daniela politico” e le copertine di “Chi”: “vi apro il mio guardaroba” e “DiPiù”: “fare la maglia mi rilassa nei momenti di tensione”.
Un maligno potrebbe insinuare che,evidentemente,lavorare la calzetta e fare shopping sono le principali attività plitiche dell’onorevole,ma io non sono maligna e non lo insinuerò
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