I bimbi di oggi conoscono il computer meglio di un ingegnere informatico e girano per strada grondanti di tecnologia ( noi avevamo le caramelle,nelle tasche,questi hanno cellulare,i-pod,palmare,microchips e detonatori per bombe a idrogeno).
Ma non invidio questi piccini hi-tech,perché,tutto sommato,quanto a divertimento,ce la passavamo di gran lunga meglio noi
.
Uno degli status symbol degli anni ’90 era il mitico Game Boy,

considerato una meraviglia della scienza,con i giochi contenuti in cartucce plasticose che,allora,ci sembravano taaaaaaanto avanti
.
La definizione dello schermo,la musichetta metallica,l’esiguo numero di tasti ne fanno una forma protozoica di quanto c’è oggi sul mercato,ma quanti pollici sono andati in disuso per colpa del Game Boy?Altro che tendinite da sms…
La portabilità di quel videogioco ne faceva certamente un regalo ambitissimo dai figli degli ’80,ma anche la consolle da tavolo aveva la sua fortuna.
Mio fratello era in possesso del Sega Master System,
autentico goiello che credo di conservare ancora a casa in qualche scatola sapientemente occultata da mamma.
Chi ne aveva una,non poteva non avere anche il gioco più spassoso del secolo,ovverossia Alex Kidd.

Questo Alex era un tappetto sproporzionato,senza collo,con braccini e gambine cortissime,ma un caschetto biondo cenere che lo rendeva particolarmente affascinante.
Non ho mai ben capito quale fosse la mission del ragazzino,anche perché io e mio fratello perdevamo sempre tutte e tre le vite disponibili per il solo gusto di vederlo morire:il modo in cui tirava le cuoia,infatti,era qualcosa di meraviglioso,in pratica il corpo rimaneva dov’era,e da esso veniva fuori un piccolo Alex trasparente dotato di ali,che saliva al cielo accompagnato da un suono che ci faceva sganasciare puntualmente
.
Tra le chicche mi ricordo l’avventura in mare,con il protagonista che doveva evitare i tentacoli di alcuni polpi giganti,la morra cinese,e la mossa standard con la quale lui faceva un po’ di tutto:IL PUGNO.
Oggi i ragazzini usano Messenger anche per comunicare da una stanza all’altra e a loro sembra la normalità (è ovvio,sono nati via e-mail!),noi ci servivamo dei Walkie-Talkie
.
Completamente inutili,usati per lo più per dirci parolacce senza farci sentire dai genitori o per sbeffeggiare di nascosto gli ospiti presenti in casa,fecero l’ingresso a casa mia,mi pare,un Natale di tanti anni fa.
Inutile dire che lo stupore si dipinse sui nostri volti quando ci rendemmo conto che con quelle cose che sembravano telefoni potevamo parlare a distanza,e per giunta,senza filo!
Al posto del lettore mp3,i più tecnologizzati di noi possedevano un fantastico uomochecammina (così lo chiamavamo,che piccoli beoti!) a cassette.

Le musicassette…che nostalgia!C’era il lato A e il lato B,quando finiva uno dei lati scattava il tasto “play” del walkman e bisognava girare.Se volevi riascoltare la stessa canzone,dovevi premere il tasto RW,e ovviamente non beccavi mai la canzone dall’inizio,semmai da metà,o dalla fine della canzone precedente.
Le cassette si estinguevano per usura,ma a volte cedevano di schianto,mentre ascoltavi sentivi un piccolo botto,poi la voce del cantante improvvisamente velocizzata e in falsetto,
quindi aprivi e con orrore guardavi il groviglio di fili che si era creato nel mangianastri
.
In alcuni casi si poteva anche intervenire,girando con la penna o con il dito le rotelline per riavvolgere il nastro,ma il più delle volte si poteva solo constatare la morte del paziente.
Insieme a queste cose utilissime allo sviluppo psico-socio-motorio del bambino/adolescente dell’ultimo decennio del secolo,fiorirono una serie di inutili orpelli fastidiosi che,come ogni inutile orpello fastidioso,divennero di moda e,chi non ce li aveva,era completamente tagliato fuori
.
A due cose in particolare mi riferisco:il Tamagotchi e il My Magic Diary.

Il primo era un orrido pulcino elettronico che tu decidevi di adottare,ma da quel punto in poi erano cazzi tuoi,perché dovevi occupartene 24 ore su 24,dandogli da mangiare,lavandolo,pulendo la sua produzione intestinale,facendolo giocare (che poi,riflettendoci a posteriori,da quando in qua i pulcini si fanno la doccia?).
Finchè durò il boom,i pennuti ebbero una vita godereccia,ma ci fu una morìa più o meno nello stesso periodo,quando un po’ tutti rinsavirono e si stancarono di nutrire un parassita e spazzarne via quotidianamente le deiezioni.
Io stessa ne ebbi uno,che mi presi a carico dopo che mio fratello lo abbndonò,ma il passaggio nelle mie mani non migliorò le sue condizioni,in quanto ebbe a morire in pochi giorni tra atroci sofferenze.

La seconda era invece un’agenda elettronica,perché si sa,chi a 12 anni non è pieno di appuntamenti fin sulle orecchie e allora deve scriverseli e mettere la sveglia per ricordarsene?A parte la funzione di agenda,quest’antenato del palmare aveva altre minchiatine come funzioni,tipo oroscopo (!),affinità di coppia (!),banale calcolatrice.
Mi pare che si potessero anche mandare brevi messaggi (ai possessori dello stesso modello) con un sitema a raggi infrarossi.
Essì,a noi il bluetooth ci faceva un baffo!