Fosse per me,eviterei i telegiornali perché mi fanno saltare i nervi come poche cose al mondo,giusto poco più dei bambini e poco meno della faccia di Ibrahimovic.
ODIO dei telegiornali soprattutto queste cose:
-i giornalisti con la r moscia.O quelli che fingono di averla.Nessuno mi toglierà mai dalla testa il sospetto che una delle conduttrici del TG2 delle 13.00,tale Francesca Nocerino,finga di avere quello che lei ritiene un elegante vezzo ma che è a mio avviso quanto di più antitelevisivo esista al mondo.
Il dubbio mi viene perché questa qui la evve a volte ce l’ha a volte non ce l’ha e i casi sono due:o il difetto di pronuncia ce l’ha e quando si ricorda lo corregge o non ce l’ha e quando si ricorda fa finta di averlo.Sono problemi che lacerano l’animo.
-quelli che fanno i cronisti d’assalto di ‘STA CIPPA (specialità di Studio Aperto).
Look casual,borsa multitasche,respiro affannoso nel microfono,gli inviati si recano sui luoghi della notizia fermandosi ogni quattro passi in stile via Crucis e indicando qualcosa col ditino,tipo “qui Gelsomina si è allacciata le scarpe prima di incontrare il suo assassino” oppure “in questo punto preciso nonno Onofrio ha scatarrato prima di prendere l’autobus sul quale gli hanno rubato la pensione”.
Camminano nell’erba,chiedono opinioni alla gente del posto,assumono toni grevi da veglia funebre.Tempo perso,dal momento che del loro giornalismo affettato la gente non sa cosa farsene.
-le notizie inutili rivestite di importanza secolare,tipo il sequestro-lampo di quella ragazza in Piemonte.L’hanno ritrovata?Basta,che c’importa del resto.Non vale la pena di aprirci un telegiornale e dedicare all’evento un servizio di cinque minuti.
-i titoli scritti,per dirla con parole semplici,a cazzo di cane.Giusto a mò di esempio: “Cogne:l’assassino è un estraneo” è un titolo fatto con i piedi,visto che,se conosco bene l’italiano,vuol dire che c’è una certezza,invece si trattava semplicemente del nocciolo dell’arringa difensiva.Ma costava tanto di più per la grafica aggiungere un “per la difesa”?
-le interviste a vicini di casa e compaesani dei protagonisti dei fatti di cronaca.Perché qualcuno non dice alle redazioni dei tiggì che non gliene frega niente a nessuno di cosa pensa il cugino del panettiere sotto casa di Donato Bilancia o la nonna della parrucchiera della Franzoni?
Purtroppo mi tocca vederli e/o sentirli più volte al giorno per via di mia nonna che ne è dipendente (e viene regolarmente fuorviata dalla disinformazione che è spesso diffondono),e ogni volta mi faccio partire l’embolo.Poi dicono che sono acida.Provate VOI a dover seguire il TG1 tre volte in una sola giornata.