giovedì, 30 novembre 2006,19:42
by mrsBingTSSC | commenti (13) | commenti (13)(popup)
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lunedì, 27 novembre 2006,15:53

          


E non tanto (o non solo) perché,da brava juventina,ROSICO come un castoro perché loro si avviano a vincere il primo scudetto dopo quasi 18 anni (non accetterò mai l’autenticità di quel tricolore che portano adesso sulla maglia,è una patacca di quelle rubate ai mercatini delle imitazioni),mentre noi siamo secondi sì,ma nella classifica di serie B ( e su questo niente da dire,punizione meritata,e lo sarebbe stata anche la C,sono onesta).No.Quello che mi irrita è vedere quanto si sono ringalluzziti questi maledetti tifosi della Beneamata.Hanno alzato la cresta spaventosamente,dopo anni di risate,prese in giro,celie al loro indirizzo.Cazzo (purparlèanfransè),e che razza di interisti sono mai questi?
L’Inter è la squadra dei perdenti per antonomasia,non vince lo scudetto per definizione.Ormai è (era) un assioma consolidato,finchè c’è Moratti,non c’è speranza.
Invece uno si vede crollare così,improvvisamente,queste certezze a luglio,con l’assegnazione di uno scudetto fantoccio,e le vede sprofondare nell’oblìo quando si rende conto che ancora questi non hanno perso una sola partita di campionato.
La bile,però,dal fegato sale rapidissimamente verso il cervello e si riversa in tutto il sistema nervoso della sottoscritta quando la medesima si trova di fronte alla copertina di Controcampo (condotto da quell’ameboide di Alberto Brandi,Piccinini almeno fa prudere le mani per la voglia di schiaffeggiarlo sonoramente più e più volte,o di prendergli il testone e sbatterlo contro quello della Canalis) che titola “Invincibile” in riferimento a Roberto Mancini,il quale ha dimostrato in due anni e passa di gestione nerazzurra di essere qualcosa di molto più che “vincibile” (che cacchio ha vinto?Lasciando da parte Coppa Italia e Supercoppa che valgono quanto il due di briscola,acquisire uno scudetto per esclusione NON E’ vincere).
In più,a mio (im)modesto parere,se il Football Club Internazionale Milano si sta portando bene nell’attuale campionato (e male in Europa,ma deve ringraziare gli astri negativi che si sono trovati contro le altre squadre del girone),lo deve nell’ordine a:
-assenza di concorrenti seri
-rosa di valore (ma quella c’è quasi sempre stata,solo che tutti i migliori giocatori del mondo,appena messo piede ad Appiano Gentile,si trasformavano in ciofeche incommentabili,per non parlare poi dei talent scout che selezionavano appositamente i peggiori bidoni del mercato,chi non ricorda l’acquisto incauto di Vampeta,preso chissà dove e finito chissà dove,nel 2000,l’anno in cui l’Inter sembrava la filiale ambrosiana del Circo Orfei?)
-CULO (e quello ci voleva,visto che le è mancato per troppo tempo).

Il punto principale è:ma dov’è finita la mia Inter,la Cenerentola della serie A,quella che riusciva a farsi rimontare 3 gol in sei minuti,quella del derby perso 0 a 6,quella che si faceva tutto il campionato prima in classifica e poi scivolava al terzo posto nell’ultima giornata,dicendo addio a scudetto e accesso diretto alla Champions League?
Quella sì che faceva simpatia,che per pietà ti induceva a non infierire sul tifoso a un tempo incredulo e rassegnato,che ravvivava gli animi dei commentatori sportivi,che faceva impallidire (sempre con aplomb very British,ovviamente) Massimo Moratti.
No,io non ci sto.Non voglio vivere in un mondo dove non puoi prendere un aereo senza il timore di saltare in aria,dove i ghiacciai si stanno sciogliendo,dove i treni sono sempre in ritardo,ma soprattutto dove l’Inter non è più sfigata.

Vero è che il lupo perde il pelo,MA NON IL VIZIO


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lunedì, 27 novembre 2006,15:40

Ho già parlato dei giochi high (o low?)-tech della mia generazione,precisando che si trattava solamente di una misera percentuale sul totale della mia attività ludica.
Infatti,la maggior parte di essa si realizzava senza supporti elettronici,ma col semplice aiuto del cervello (che un tempo possedevo anch’io nel pieno delle facoltà) e di giocattoli dalle pretese molto più modeste di quelli moderni.
Essenzialmente,i miei giochi si configuravano in tre diverse tipologie:


-giochi da femmina, sto necessariamente parlando delle varie bambole e bambolotti,che non hanno nulla a che vedere con quelle schifezze oggi sul mercato come le Bratz e le Winx.
Noi avevamo la Barbie,eventualmente corredata da amiche,sorelle (Skipper),fidanzato (Ken,per il quale la Mattel non si sforzò nemmeno di fare i capelli lasciandogli sul cranio una specie di castagna plastificata a fungere da acconciatura) e sempre impegnata in diversissime attività,per la serie:la costanza non abita più qui.
C’era Barbie Studentessa,Barbie Cavallerizza (snodabile),Barbie Magia di Natale,Barbie Ballerina,credo che mancassero solo Barbie Battona e Barbie Lustrascarpe.
Dopo un po’ sorse dal nulla una certa Tania,che diventò famosa ben presto nella versione MissItalia (alzi la mano chi non ricorda il tormentone Tania Miss Italia),ma contro la Barbie nulla potè,ammettiamolo.
Oltre queste bambole create per soddisfare la vanità femminile in erba e per crescere delle piccole smorfiose,c’erano i bambolotti per aspiranti mammine.
I più in voga erano certamente Cicciobello,il piccolo mostro che frignava a quattro ganasce appena gli toglievi il ciuccio e Sbrodolina,quella che,per l’appunto (nomen omen) si sbrodolava sulla bavetta.
Dopo anni mi chiedo che senso avessero queste cose,dico io,uno si prende un bebè finto perché quello vero non si sopporta,e questo crea addirittura più problemi,dal momento che non cresce mai e rimane a sbrodolarsi e ad arrossarsi il culo per tutta la vita.
Io avevo anche una bambola che incarnava il mio peggiore incubo attuale,e cioè il bambino pappagallo,quello che ripete tutto ciò che dici.
La mia bambola era nera e si chiamava Ripetella,dentro aveva,al posto della cassa toracica,un registratore e se mentre parlavi le spingevi la pancia,lei dopo poco ti faceva il verso.
Ovviamente,tutte queste pupattole necessitavano di un corredo che veniva a costare quanto un mutuo:casa e vestiti di Barbie,passeggino,culla,abitini erano l’ossessione  di tutte le bambine e la rovina economica di tutti i genitori (poi uno dice “auguri e figli maschi”:le femmine costano!!!).
Non so se qualcuno ricorda ancora Polly Pocket,un esserino minuscolo che viveva in case (con chiusura a conchiglia) grandi quanto un palmo di mano ma pluriaccessoriatissime (questa qui,tra l’altro,possedeva una serie infinita di immobili,tra ville,appartamenti,ristoranti,negozi e  centri benessere) o ancora meglio,le Cherry Merry Muffin,una specie di piccole fornaie che preparavano appunto i muffins.
Per atteggiarci a donne vissute,poi,avremo un po’ tutte comperato almeno un cofanetto di Divina (trucchi per piccole tro…ehm…donne) e fatto finta di preparare piatti deliziosi con la Nouvelle Couisine.
Il gelato della macchina del gelato,invece era vero,ma non ne ho mai fatto uno e ho scoperto recentemente che mia nonna ha utilizzato il blocco congelatore come vaso per delle piante finte.

      

-giochi sociali,cioè quelli che si facevano in gruppo,e che a loro volta si distinguono in “da tavola” e “atletici”.
Tra quelli da tavola,mi preme ricordare il mitico Indovina chi?, a cui si giocava indefessamente anche se si conoscevano a memoria tutti i personaggi e non c’era nemmeno bisogno del tabellone per dirne i nomi,poi Forza 4, se non erro una specie di tris con le fiches colorate,l’immortale Monopoli, che ogni tanto VA riesumato per dovere morale.
Tra quelli “atletici”,oltre al classico nascondino,con tanto di clausola vessatoria quale era la possibilità di fare “campo salvatutti”, i vari strega comandacolori e lupo mangiafrutta,passando per 4,5 schiaccia (vabbè,quello lo faccio ancora oggi al mare)e guerra campo e campo,del quale,lo ammetto non senza una certa vergogna,non ho mai capito né la ratio né le regole.Sarà per quello che perdevo sistematicamente
.

                                          

-giochi familiari,tutti partoriti dalla fervida fantasia di mio fratello e che rasentano in certi casi il genio surreale.
I più semplici concettualmente sono gli scimmioni e botte o solletico,il primo consistente in salti sul letto corredati dal grido “gli scimmioni,gli scimmioni eh,eh!” e il secondo nella possibilità della sottoscritta di subire,a mia discrezione,uno dei due trattamenti:in pratica,o mi beccavo sonore legnate oppure il solletico assassino,e confesso di aver preferito spesso le mazzate per il semplice fatto che erano ben più sopportabili del solletico sadico di mio fratello.
Salendo in difficoltà,incontriamo Riatte Matolite,che era in poche parole rotolarsi sul pavimento cantando l’omonima canzone.
Nessuno si preoccupi se non l’ha mai sentita nominare,perché questa canzone,nonostante abbia la musica firmata da padre Alfonso de’ Liguori (Tu scendi dalle stelle) si fregia di un testo,di altissimo livello,elaborato da fratemo: “Riatte Matolite,Zurutte va al mercat (ndr:proprio così,mercat senza la o finale)/o caro zio Pasquale/che va all’ospedale/a comprare le cose belle/che si chiamano mozzarelle”.
Infine,il culmine del nonsense al confine con la genialità assoluta,fu raggiunto con Rosamunda, cioè lanciandoci dalla spalliera del divano (rischiando di romperci l’osso del collo) dopo aver abbracciato il quadro di Rosa Luxemburg urlando “Rosamuuuuuuuuuuundaaaaaaa!” e nel corridoio mamma non c’è,cioè gridando nel corridoio della casa dove abbiamo abitato fino al 1992 “nel corridoio?mamma non c’è!” per ridere dell’eco che questa insensata frase produceva,causando scompensi psico-nervosi a nostra madre,che si chiedeva cosa mai trovassimo di divertente nell’assordare il vicinato ripetendo quella sorta di mantra demenziale.
Nel sottoinsieme dei giochi familiari ci sono quelli “da viaggio”,come Amaro Montenegro e muscoli di nonna:l’uno mera imitazione della pubblicità del famoso amaro,con tanto di alzata in piedi e abbraccio nel sedile posteriore dell’auto e l’altro scuotimento della pelle pendula del braccio di nostra nonna che,se veniva con noi in macchina,si frapponeva tra me e il mio adorato fratellino per non farci litigare e subiva puntualmente questo tormento infinito.

                                             


Se mio fratello sapesse che ho sputtanato la sua inventiva sul web non esiterebbe a rincorrermi con una clava,ma grazieaddio,non lo saprà MAI .

 

giovedì, 23 novembre 2006,18:40

                                           

 E’ tempo di calendari,e io colgo l’occasione per dire quelle due o tre cose che mi sono rimaste nel gozzo per anni.Le dico ora,e poi non riprendo più l’argomento.


-Sfatiamo il mito del nudo artistico.La Maya Desnuda di Goya è nudo artistico.La Venere di Urbino di Tiziano è nudo artistico.NON la Santarelli avvolta in una rete da pesca con una vongola ad altezza strategica.
-Sia detto una volta per tutte a cosa serve il calendario delle bonazze ritoccate al Photoshop:non serve per scrivere le ricette per ricordarsi che il 24 del mese scade la bolletta del gas.Ha la stessa funzione di Playboy,dei film porno e,nei tempi di vacche magre,della sezione intimo del catalogo Postalmarket .
-Sono tutti uguali:la posa standard è la ragazza col culo che sporge dall’asse di simmetria del corpo e la bocca semiaperta,il più delle volte c’è anche un dito appoggiato sulle labbra o schiacciato tra un incisivo e l’altro,con fare vagamente allusivo (in pratica,manca soltanto il Calippo Fizz  in mano).
 -Le protagoniste sono sempre unte come il caciocavallo sudato,mi chiedo se quando finiscono le foto le passino nell’uovo e nel pangrattato per fare le cotolette oppure le mettano a decantare tre giorni nella carta assorbente.
 -Le gambe chiuse non si addicono alla calendiva.Non dico che dovrebbero avere le cosce unite con l’Attack,ma neanche che debbano per forza formare un angolo di 180°.Che siano in piedi,sedute,sdraiate,in ginocchio o in equilibrio sul gomito,lasciano sempre lo spazio per far passare un autoarticolato con rimorchio tra un femore e una tibia.
-Basta con le fregnacce della serie: “il calendario non è né un punto di partenza,né un punto di arrivo,è una tappa” “ l’ho fatto soltanto ora perché prima volevo individuare un mio percorso artistico” “sì,il calendario sì,ma è solo un contorno,perché io sto studiando recitazione” .Non ci crede nessuno ,e comunque a quelli che lo comprano non interessa.Costa tanto dire: “lo fanno cani e porci,perché io no,visto che mi danno un sacco di soldi?”.

AAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHH!Ho detto tutto,ora sono libera.

 

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mercoledì, 22 novembre 2006,21:42
Splendida canzone di Nina Simone.

I ain't got no home, ain't got no shoes
Ain't got no money, Ain't got no clothes
Ain't got no perfume, Ain't got no skirts
Ain't got no sweaters, Ain't got no smokes
Ain't got no god.

Ain't got no father, Ain't got no mother
Ain't got no sisters, i've got one brother
Ain't got no land, Ain't got no country
Ain't got no freedom, Ain't got no god,
Ain't got no mind, Ain't got no earth,
 Ain't got no students Ain't got no father,
 Ain't got no mother Ain't got no sweets,
Ain't got no ticket Ain't got no token,
 Ain't got no mind Ain't got no land.

But there is something i've got,
there is something i've got,
 there is something i've got,
nobody can take it away...
Got my hair on my head Got my brains,
Got my ears Got my eyes,
Got my nose Got my mouth,
I got my smile I got my tongue,
Got my chin Got my neck,
Got my boobies Got my heart,
Got my soul Got my back, I
 got my sex I got my arms,
my hands, my fingers, my legs, my feet,
my toes, and my liver, got my blood..
I got life, i've got life's, i've got headaches,
 and toothaches and bad times too like you ...
Got my hair on my head Got my brains,
Got my ears Got my eyes, Got my nose
Got my mouth, I got my smile
I got my tongue, Got my chin
Got my neck, Got my boobies
Got my heart, Got my soul
Got my back, I got my sex
I got my arms, my hands,
my fingers, my legs,
my feet, my toes,
and my liver, got my blood..
I got life, and i'm going to keep it
as long as i want it, I got life.....
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mercoledì, 22 novembre 2006,17:37

I bimbi di oggi conoscono il computer meglio di un ingegnere informatico e girano per strada grondanti di tecnologia ( noi avevamo le caramelle,nelle tasche,questi hanno cellulare,i-pod,palmare,microchips e detonatori per bombe a idrogeno).
Ma non invidio questi piccini hi-tech,perché,tutto sommato,quanto a divertimento,ce la passavamo di gran lunga meglio noi .

Uno degli status symbol degli anni ’90 era il mitico Game Boy,


considerato una meraviglia della scienza,con i giochi contenuti in cartucce plasticose che,allora,ci sembravano taaaaaaanto avanti.

La definizione dello schermo,la musichetta metallica,l’esiguo numero di tasti ne fanno una forma protozoica di quanto c’è oggi sul mercato,ma quanti pollici sono andati in disuso per colpa del Game Boy?Altro che tendinite da sms…

La portabilità di quel videogioco ne faceva certamente un regalo ambitissimo dai figli degli ’80,ma anche la consolle da tavolo aveva la sua fortuna.

Mio fratello era in possesso del Sega Master System, autentico goiello che credo di conservare ancora a casa in qualche scatola sapientemente occultata da mamma.

Chi ne aveva una,non poteva non avere anche il gioco più spassoso del secolo,ovverossia Alex Kidd.


Questo Alex era un tappetto sproporzionato,senza collo,con braccini e gambine cortissime,ma un caschetto biondo cenere che lo rendeva particolarmente affascinante.

Non ho mai ben capito quale fosse la mission del ragazzino,anche perché io e mio fratello perdevamo sempre tutte e tre le vite disponibili per il solo gusto di vederlo morire:il modo in cui tirava le cuoia,infatti,era qualcosa di meraviglioso,in pratica il corpo rimaneva dov’era,e da esso veniva fuori un piccolo Alex trasparente dotato di ali,che saliva al cielo accompagnato da un suono che ci faceva sganasciare puntualmente.

Tra le chicche mi ricordo l’avventura in mare,con il protagonista che doveva evitare i tentacoli di alcuni polpi giganti,la morra cinese,e la mossa standard con la quale lui faceva un po’ di tutto:IL PUGNO.

Oggi i ragazzini usano Messenger anche per comunicare da una stanza all’altra e a loro sembra la normalità (è ovvio,sono nati via e-mail!),noi ci servivamo dei Walkie-Talkie.

Completamente inutili,usati per lo più per dirci parolacce senza farci sentire dai genitori o per sbeffeggiare di nascosto gli ospiti presenti in casa,fecero l’ingresso a casa mia,mi pare,un Natale di tanti anni fa.

Inutile dire che lo stupore si dipinse sui nostri volti quando ci rendemmo conto che con quelle cose che sembravano telefoni potevamo parlare a distanza,e per giunta,senza filo!

Al posto del lettore mp3,i più tecnologizzati di noi possedevano un fantastico uomochecammina (così lo chiamavamo,che piccoli beoti!) a cassette.

Le musicassette…che nostalgia!C’era il lato A e il lato B,quando finiva uno dei lati scattava il tasto “play” del walkman e bisognava girare.Se volevi riascoltare la stessa canzone,dovevi premere il tasto RW,e ovviamente non beccavi mai la canzone dall’inizio,semmai da metà,o dalla fine della canzone precedente.
Le cassette si estinguevano per usura,ma a volte cedevano di schianto,mentre ascoltavi sentivi un piccolo botto,poi la voce del cantante improvvisamente velocizzata e in falsetto,
quindi aprivi e con orrore guardavi il groviglio di fili che si era creato nel mangianastri .
In alcuni casi si poteva anche intervenire,girando con la penna o con il dito le rotelline per riavvolgere il nastro,ma il più delle volte si poteva solo constatare la morte del paziente.
Insieme a queste cose utilissime allo sviluppo psico-socio-motorio del bambino/adolescente dell’ultimo decennio del secolo,fiorirono una serie di inutili orpelli fastidiosi che,come ogni inutile orpello fastidioso,divennero di moda e,chi non ce li aveva,era completamente tagliato fuori.

A due cose in particolare mi riferisco:il Tamagotchi e il My Magic Diary.


Il primo era un orrido pulcino elettronico che tu decidevi di adottare,ma da quel punto in poi erano cazzi tuoi,perché dovevi occupartene 24 ore su 24,dandogli da mangiare,lavandolo,pulendo la sua produzione intestinale,facendolo giocare (che poi,riflettendoci a posteriori,da quando in qua i pulcini si fanno la doccia?).
Finchè durò il boom,i pennuti ebbero una vita godereccia,ma ci fu una morìa più o meno nello stesso periodo,quando un po’ tutti rinsavirono e si stancarono di nutrire un parassita e spazzarne via quotidianamente le deiezioni.
Io stessa ne ebbi uno,che mi presi a carico dopo che mio fratello lo abbndonò,ma il passaggio nelle mie mani non migliorò le sue condizioni,in quanto ebbe a morire in pochi giorni tra atroci sofferenze.


La seconda era invece un’agenda elettronica,perché si sa,chi a 12 anni non è pieno di appuntamenti fin sulle orecchie e allora deve scriverseli e mettere la sveglia per ricordarsene?A parte la funzione di agenda,quest’antenato del palmare aveva altre minchiatine come funzioni,tipo oroscopo (!),affinità di coppia (!),banale calcolatrice.
Mi pare che si potessero anche mandare brevi messaggi (ai possessori dello stesso modello) con un sitema a raggi infrarossi.

Essì,a noi il bluetooth ci faceva un baffo!

 

 

 

domenica, 19 novembre 2006,17:43

Leggendo un trafiletto su una rivista,sono venuta a conoscenza del fatto che l’onorevole più glamour e fashion  del Transatlantico



ha un suo sito personale.
Il fatto che non lo aggiorni da almeno un anno è un mero particolare che non necessita di essere sottolineato.

Io parlerei di questo sito,infatti,in termini squisitamente di contenuto.
In home page c’è lei,imbalsamata come al solito (non ci giurerei,ma dalla foto mi pare di intravedere i quattro argani a motore che le tengono su gli zigomi),all’interno di un riquadro,che tanto per evitare i clichè è mezzo rosa e mezzo azzurro e,sempre per evitare i clichè,nella parte azzurra ti guida verso il mondo di Daniela “politico” e in quella rosa verso quello di Daniela “donna”.
Già su questa scelta di grafica ci sarebbe da discutere,ma voglio pensare che si sia trattato di puro caso che la parte destinata alla scoperta della Santanchè deputata sia celeste,e non di decisione mirata derivante dal concetto politica=maschio.
Comunque…entro nella parte rosa,che per quella azzurra debbo prepararmi psicologicamente e se non ho un defribillatore a portata di mano non so se reggo .

Da brava donna di salotto bene,la signora mi accoglie in soggiorno.Sbracata sul divano,ma in abito nero tutto volants e tacchi a spillo.

Dimenticavo un particolare…siamo in presenza di disegni e non di fotografie.Dettaglio davvero très chic .

Dicevo,in questo soggiorno possiamo trovare:la marketta al suo libro sulle donne islamiche,i consigli per gli acquisti (davvero originali:ad esempio suggerisce che a Roma si può fare spese in via Condotti,o che le cravatte Marinella a Napoli sono le migliori al mondo)e per i viaggi (Barcellona),le sue trasmissioni favorite (Porta a porta fra tutte),i suoi film preferiti (nessuno,visto che non è indicato neppure uno straccio di “Vacanze di Natale” o “Quel gran pezzo dell’Ubalda…”),le riviste e i giornali che legge (tra cui “Yatch capital” e “Di più”),la musica che ama ascoltare (ama la musica italiana e cita due titoli su tutti: “Non parlar d’amore” (sic!) di Celentano e “Come piove” di Jovanotti,sì,proprio quella dall’intensissimo testo “piove!senti come piove!madonna come piove,senti come viene giù!”).
Dopo aver letto queste cose,capite bene che devo assolutamente passare dal bagno,e lì la trovo davanti allo specchio,in maglioncino peloso,che mi dice che lei non rinuncia al profumo Cartier,anche se si rammarica del fatto che la nuova confezione non sia così raffinata come la precedente.

Questi son problemi:siamo con te,Dani,you’ll never walk alone.

Sorvolo sui consigli di bellezza,perché ne sono gelosa,voglio conoscerli solo io,e così voi non saprete mai che per essere belle bisogna far le scale a piedi,andare in bici,fare torsioni con collo e braccia e 10 flessioni.Oooops…ho parlato troppo?

Uscita dalla toilette,mi reco in camera da letto,dove posso scoprire gli ultimi libri letti e deliziarmi con i pensieri sciolti (del tipo “è bello portare mio figlio a scuola” oppure “mi emoziona entrar nel portone di Montecitorio,perché lo vedevo sempre alla tivvù”.Praticamente mancano solo i gridolini di entusiasmo e poi l’effetto oca giuliva è completo).

Prima di uscire dalla casa,passo dalla cucina,ripresa in un formidabile taglio aereo,e apro il libro delle ricette.

A parte l’assortimento di ricette (4) e la difficile reperibilità delle stesse (non si trovano in giro,a meno che non si possegga un qualsiasi libro della serie “L’ABC della cucina” oppure “Fornelli for dummies”),scopro che la padrona di casa ha frequentato un corso di cucina a Parigi.E lo consiglia a tutti.Aggiunge che non importa di farlo proprio a Parigi,si può fare anche qui in Italia.

Meno male che me l’ha detto,avevo già preparato il mio trolley Vuitton per partire alla volta della ville lumière.

Adesso sono pronta per accedere alla metà celeste del sito.
Resisto alla tentazione di iscrivermi alla newsletter,e passo avanti.
Non me la sento di leggere tutte le sezioni,ma non per mancanza di fiducia,è che proprio non ne ho voglia.
Ha una grafica che ispira soltanto a cliccare sulla x rossa,chiudere la connessione,spegnere il computer e buttarlo via.
Sulla via d’uscita mi imbatto in una splendida rassegna stampa,e sto ancora cercando di cogliere il nesso tra la “Daniela politico” e le copertine di “Chi”: “vi apro il mio guardaroba” e “DiPiù”: “fare la maglia mi rilassa nei momenti di tensione”.

Un maligno potrebbe insinuare che,evidentemente,lavorare la calzetta e fare shopping sono le principali attività plitiche dell’onorevole,ma io non sono maligna e non lo insinuerò.

 

by mrsBingTSSC | commenti (3) | commenti (3)(popup)
Link | categoria:donne, casi altrui, notizie indispensabili
domenica, 19 novembre 2006,11:21
Ho scoperto,attraverso il mio sito preferito (per non essere monotona,non lo citerò ,ma inizia per tg e finisce per com)che il figlio di Cesare Maldini (nonchè il fratello di Paolo) si chiama Pier Cesare.
Il papà avrà copiato l'idea dal capo?
giovedì, 16 novembre 2006,16:57
In questo momento su RaiUno c'è Amedeo D'Aosta che dibatte sulla questione dinastica di casa Savoia,e ha vietato espressamente la presenza di quel sottaceto molliccio di Emanuele Filiberto.C'è maretta in famiglia.
Ma qualcuno l'ha mai detto a questi buffoni che l'Italia è una Repubblica?!?
L'unica Corona a cui possono aspirare è la birra.
mercoledì, 15 novembre 2006,21:24


Secondo TgCom (quindi notizia da prendere con le indispensabili pinze del caso!),il regista Giuseppe Tornatore (probabilmente in seguito a un festino ad alto tasso etilico) avrebbe detto:
"Se un giorno avessi un personaggio giusto per Anna Falchi, la chiamerei volentieri. E' una donna spiritosa, intelligente, piena di voglia di fare".
Bene,anch'io lo sono.Allora perchè nessun regista mi chiama?Uhm...vediamo...FORSE PERCHE' NON SONO UN'ATTRICE?
by mrsBingTSSC | commenti (6) | commenti (6)(popup)
Link | categoria:donne, uomini, cinema e ti-vi
mercoledì, 15 novembre 2006,16:56

Non so perché ma ultimamente,sarà che attraverso un periodo in cui coltivo la nostalgia come le rose in giardino,mi sono venute in mente le canzoni colonna sonora della mia infanzia-preadolescenza,in pratica le hit degli anni ’90.

Partiamo da quelle che oggi non ascolterei neanche con i Carabinieri a cavallo,ma che all’epoca consideravo il massimo del panorama musicale italico (però io almeno ero una bambina,mi ricordo i sedicenni che le ascoltavano con la mia stessa passione,e questo è ben più grave).

Altro che De Andrè,Battiato o De Gregori,qui parliamo di altissimi livelli:gli 883.

Come dimenticare Sei un mito,l’inno alla filosofia “una botta e via”?.Lui che ripete per l’intera canzone a lei che è un mito,per poi specificare alla fine che non la ama,che non la sposerebbe mai,che non le promette niente e che vuole farsela per una sola sera. Ma il particolare scolpito nella mia mente è il fantastico incipit: “tappetini nuovi,arbre magique,deodorante appena preso che fa molto chic”.Sfido chiunque a dimenticarselo.

E chi non si è mai chiesto perché Spiderman (Hanno ucciso l’uomo ragno) avrebbe dovuto fare qualche sgarro a qualche industria di caffè?

Un po’ più in là nel tempo è arrivata La regola dell’amico,la solita storia di maschi mollaccioni che fanno finta di essere amici di una strafiga con l’unico obiettivo di portarsela a letto,ma lei non ci sta e il Vate-io narrante della canzone scuote la testa perché questi “non riescono a capire che la regola dell’amico non sbaglia mai,se sei amico di una donna non ci combinerai mai niente,mai non vorrai rovinare un così bel rapporto”.

Nel 1993 vinse Sanremo la Pausini con La solitudine,
e noi,in classe, cantavamo sospirando di dolore che Marco se n’era andato e non sarebbe mai più tornato.Ma perché ci intristivamo così a soli 7 anni?Che poi a ben pensarci,ma cosa significa che  “il treno delle 7.30 senza te è un cuore di metallo senza l’anima”.Perché prima che quello lì si trasferisse ce l’aveva un’anima?Me lo immagino,il pendolino  sensibile...

A proposito di Marco,una mia amica nonché pro-cugina allora adorava Masini,e mi ricordo bene che ce ne andavamo d’estate sugli scogli,con il walkman,una cuffia per ciascuno,ad ascoltare assorte Principessa,dove c’era un padre-padrone e il fidanzato di lei che voleva portarsela via,Frankestein,la storia del ragazzino preso in giro da tutti per l’aspetto fisico,ma soprattutto Il morbo di Beautiful (chi è Ridge?il bello di Beautiful.chi è Brooke?la bella di Beautiful.e tu?e tu guardi Beautiful!) e Bella stronza,insieme a Vaffanculo vera canzone di rottura per noi bambini in fase di crescita,visto che conteneva parolacce e ci sembrava davvero innovativa.

Ma sorvolando a volo d’uccello sul resto della produzione musicale italiana dei primi anni ‘90(perché francamente ora come ora non mi viene in mente nient’altro),vorrei passare alle hit straniere.

A parte alcune canzoncine che ballavamo alle feste di compleanno (c’era una roba obbrobriosa che credo si chiamasse Saturday night ) le vere pietre miliari furono prodotte dalle Spice Girls,nella fattispecie parlo di Wannabe, che colloco all’incirca nel periodo della quinta elementare.


Non si capiva una sola parola,io personalmente avevo captato le seguenti parole: “iosìbiriuon,uacciu biri biri uon” (che dovrebbe essere più o meno “I’ll tell you what I want,what I really,really want”) e dai Backstreet Boys dei quali ricordo il verso storico “Backstreet’s back,all right!”

e la traduzione di Quit play a game with my heart (o titolo simile),ove c’erano i giovanotti della retrovia in un video che sembrava lo sfondo “viale” di Windows che cantavano senza capire nulla e attenti a non sbagliare pronuncia “non puoi lasciarmi così,non mi lasciare non va,oh no”.

Ma il vero tormentone fu per me una canzone che ancora oggi ogni tanto si sente in giro,è dei famosissimi Fool's Garden, e ho anche il CD “Dish of the day” perché lo comprò mio fratello .La canzone è Lemon Tree.

Ammetto che mi piace tuttora moltissimo e che so tutte le parole ancora a memoria.Non sono riuscita a capire cosa significhi esattamente “mi chiedo come,mi chiedo perché ieri mi hai parlato del cielo azzurro,ma tutto quello che riesco a vedere è solo un albero di limoni gialli”,ma ormai non mi interessa nemmeno.L’importante è il valore del ricordo.

...to be continued...

 

 

mercoledì, 15 novembre 2006,09:57
....finchè un uomo ti incontra e non si riconosce
e ogni terra si accende,e si arrende la pace

(da Khorakhanè,di Fabrizio De Andrè)

Esiste una definizione di guerra più bella? (nessuna lo è,ma d'altra parte anche i Romani dicevano "bellum quod res bella non sit" ).
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martedì, 14 novembre 2006,18:01
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martedì, 14 novembre 2006,17:22
                              
Oggi Forum,la celeberrima trasmissione di Rete4 mi ha offerto una piccola gemma di assurdità.
Una ragazza interista aveva scommesso con il suo fidanzato,romanista,che qualora l'Inter avesse vinto lo scudetto 2005/2006 lei gli si sarebbe concessa,non avendolo mai fatto prima nonostante i 2 anni e mezzo insieme.
Ovviamente lei aveva scommesso andando sul sicuro,praticamente certa di preservare la propria verginità,perchè CHI MAI AVREBBE POTUTO PENSARE QUELLO CHE INVECE E' ACCADUTO?E cioè che l'Internazionale dopo 15 anni mettesse le mani su uno scudetto?
Al ragazzo,che si era rassegnato all'onanismo almeno fino alle nozze vista la condotta puritana della fanciulla,non è parso vero,e,dopo aver acceso un cero a Moggi e Giraudo,si è recato da lei per pretendere quanto promesso.Però lei si è rifiutata,dichiarando che aveva scherzato nel fare quella scommessa (più che altro,era convinta di passarla liscia non avendo un minimo di fiducia nella propria squadra del cuore).
Lui non si è perso d'animo,e,bardato di nerazzurro dalla testa ai piedi (cappellino,maglia,12 sciarpe e gagliardetto-cosa non si fa per un pò di sesso )
ha portato la pulzella de noantri davanti al giudice per ottenere una sentenza che la obbligasse a tener fede alla promessa.
Lui se n'è tornato con le pive nel sacco,perchè ovviamente nessun giudice può costringere la ragazza a dargliela,però lei è stata punita con una multa di 300 euro perchè certe promesse cretine non si fanno se non si ha intenzione di mantenerle.
Sì,però la statistica era dalla sua parte:come biasimarla se era convinta di non poter perdere?
lunedì, 13 novembre 2006,17:06
Quando a settembre ormai cala

la nebbia grigia d’autunno

un’ecatombe attende

al varco gl’insetti estivi.

Zanzare,mosche e tafàni,

zecche,pulci e cavallette

grilli,cimici e cuccioli di Drosophila

Melanogaster,

lasciano questo mondo

silenti,

dimentiche del ronzio che liete

le accompagnò

nel felice esordio

sui bruni campi del globo.

sabato, 11 novembre 2006,18:15
                    

Mentre cercavo in rete qualche perla di trash d’autore (e,ai fini di questa ricerca,inserire su Google il nome “gigi d’alessio” può portare a grandi soddisfazioni),così,tanto per ravvivare un sabato pomeriggio un po’ fiacco,mi sono imbattuta in qualcosa che non speravo di trovare.

Una vecchia canzone del re del neomelodico napoletano, “Sposa ragazzina” si chiama,il cui testo merita più visibilità di quanta ne ha effettivamente.

Pensi a lui l’uomo tuo e lieve ‘a povere…
bello lui tutto tuo…e sciacque ‘e fravule…
cucine e parle cu na bambola pecchè na bambola si tu
e cu nu fierro a tiempo ‘e musica te staje pe mettere a stirà…
chiacchiere stupide…erano chiacchiere…
pienzece! salvate! sei troppo piccola
ma ‘e fatto finta ‘e nun ce sentere e ‘o core ‘e fatto cumannà
e mo felice miette ‘a tavola quando ritorna a faticà…
Sposa ragazzina
biberon e pannuline
comme si bellella quando puorte ‘o carruzzino con lui…
dint’a borsa cu russetto nu pupazzo e nu bavetto…

Sposa ragazzina
mentre culli il tuo bambino pienze a chella sera
pienze addore ‘e chillu mare e po’
‘na cabina abbandunata, ire troppo ‘nnammurata tu…
…’a primma vota…

Sposa ragazzina
cu tua madre c’ammuina se sentette male
trenta gocce ‘e novalgina pecchè
eri la sua patatina ma t’avesse fritta a un’altra età…

Calze tue, maglie sue dint’a sti mobele…
giovani teneri ll’anne nun contano
…’e sentimente nun s’accattono
cu ll’esperienza o cu ll’età
nisciuno tene ‘o core elettrico
ca stacca ‘a spina e ‘o po’ fermà…

Sposa ragazzina…

La frase in grassetto l’ho sottolineata io,perché il paragone figlia-patatina e matrimonio-frittura credo sia un momento di altissima poesia  che deve spiccare rispetto agli altri versi,pur degni di nota come “sposa ragazzina/biberon e pannuline” oppure “tua madre c’ammuina se sentette male/trenta gocce ‘e Novalgina”.

Ma,per la teoria dei vasi comunicanti,questa bellissima canzone mi ha riportato alla mente qualcosa che ormai da troppo tempo non vedo sugli schermi de “La vita in diretta” o “Festa italiana” (spin-off della trasmissione cucuzzara,creato ad hoc per tenere occupata Caterina Balivo,la cui presenza in Rai è tuttora sotto analisi degli esperti di paranormale).

Sto parlando del matrimonio napoletano.Ma,per fortuna,in passato ne ho visti abbastanza per poter delineare le caratteristiche tipiche di tale evento:

-la sposa è quasi sempre simile a una betoniera,di solito è incinta e ha diciott’anni.Il nome non conosce sfumature,o si chiama come nella più classica delle tradizioni Nunzia,o Imma,o Assunta oppure come nella più classica delle soap americane Deborah o Jessica. Qualcosa tipo Elisabetta o Cristina non è mai contemplata.Non mancano  unghie decorate con la French manicure e trucco da tangenziale.L’acconciatura è invece di solito boccolosa in stile Shirley Temple, con capello biondo e ricrescita nera a vista.Non voglio parlare dell’abito,che tanto consiste sistematicamente in quintalate di tulle,pizzi e merletti posizionati a caso intorno alla corpulenta fanciulla,sì da evidenziarne,oltre che la leggiadria,la panza prominente e i rotoloni che scivolano fuori dal corpetto strettissimo.

-lo sposo spesso e volentieri si chiama Vincenzo,e si sviluppa in altezza e larghezza esattamente la metà della futura moglie.Si pettina sovente con i petardi,e comunque non esce di casa senza gel.

-i parenti degli sposi si addobbano come alberi di Natale,le mamme si danno alle trasparenze e agli spacchi,c’è chi osa il cappellino e chi opta per la permanente,fanno sfoggio accanto a sé di mariti succubi,che parlano poco anche perché magari non hanno i denti,visto che i soldi preventivati per la dentiera vengono tutti spesi per organizzare il matrimonio riparatore.

-l’uscita di casa della sposina è sicuramente più pomposa di quella di Maria Teresa d’ Austria quando fu proclamata imperatrice.Prima il servizio fotografico in pose plastica nella squallida cameretta da nubile,piena di pupazzi e poster di Gigi D’Alessio e Fabio Cannavaro.Poi la discesa della bisontessa per le scale cosparse di petali di rosa,il saluto tronfio a tutto il vicinato,la salita sul macchinone noleggiato per l’occasione.

-il pranzo nuziale,che è una vera e propria maratona con tanto di vincitore finale,chi resta vivo si porta a casa l’enorme giarrettiera della sposa. Le portate sono circa 1500,antipasti,primi,secondi di carne e secondi di pesce,frutta,dolci,caffè e ammazzacaffè.Tra una portata e l’altra non manca mai lo zio con la fisarmonica e il cantante in stile Nino D’Angelo dei tempi d’oro (‘nu ginz e ‘na maglietta) che invita gli astanti a ballare sulle note di qualsiasi cosa.Personaggi tipici: la nonna che balla col nipotino,i genitori orgogliosi che fanno sgambettare forzatamente bimbi che a malapena si reggono in verticale,le coppie stagionate che non azzeccano un solo passo ma sono presi dalla passione e si lanciano in danze spericolate.

Tutto ciò,è ovvio,in favore di telecamera,che non è solo quella di Raiuno ma anche quella del parente che gira il filmino e la cui voce si sente sempre in sottofondo mentre dice “fai vedere come balli!” oppure “ fai ciao ciao”.

-i riti finali, che sono taglio della torta,lancio del bouquet ma soprattutto consegna della bomboniera.Questa parte è molto interessante,perché gli sposi riescono a scegliere come bomboniere degli oggetti talmente obbrobriosi da essere belli.Cornucopie laccate in smalto,fermacarte in stile barocco tutti ricci e arzigogoli,patacche dorate varie.

-il saluto a “Michele”, (che poi sarebbe Cucuzza,il quale,giustamente mentre andava in onda il servizio leggeva tranquillamente la sua copia di Vogue),con tanto di torta decorata con la scritta “W La Vita in Diretta”,gli sposi col coltello in mano,in mezzo a loro l’inviata e intorno al tavolo tutti i parenti che gridano “ciao Michele!”.

Peccato che ormai non facciano vedere più tanto spesso spettacoli di questo genere,per chi non li ha visti mai soprattutto,perché,credetemi,ne vale davvero la pena.

sabato, 11 novembre 2006,11:49
Mentre facevo un giro su una nota libreria/videoteca on-line (tanto per non farmi venire la tentazione di comprare 15 film e 40 libri) sono venuta a conoscenza di una cosa che mi ha sconvolto la mattinata.
C'è una casa produttrice che HA OSATO distribuire in home video una serie della quale nessuno di noi umani vorrebbe avere i dvd sulle mensole del salotto.

Parlo di Settimo Cielo (detta anche "7th Heaven),ovvero "come mangiare moralismo americano da due soldi a colazione,pranzo e cena".
Non voglio pensare che ci sia qualcuno che desideri veramente spendere soldi per acquistare quella robaccia,dal momento che sono ancora vividi i miei ricordi di quando,ahimè,ancora fresca di lobotomia,seguivo le vicende della famiglia Camden.
Adesso che mi sono assuefatta a vivere senza cervello,riesco persino a riconoscere i miei errori e a tracciare un ritratto abbastanza fedele dei componenti del nucleo familiare più bigotto degli Stati Uniti.
IL PAPA', Eric,detto anche Reverendo in quanto pastore della comunità locale.Non è mai in casa,però quando torna si dà molto da fare dal momento che impollina la moglie per ben 6 volte (di cui una vale doppio),per il resto tra una coppia da salvare assolutamente dal divorzio e un ubriacone da redimere,trova il tempo di fare ai figli discorsi al passo con i tempi.Peccato che i suddetti tempi risalgano più o meno alla Dichiarazione d'Indipendenza.
LA MAMMA, Annie,che in un'altra vita sicuramente si reincarnerà,vista la pesantezza,in una macina per fare l'olio.I figli non possono fare niente,e anche quando il marito lascerebbe pure perdere,si impunta e diventa l'eroina Supermoralizzatrice della situazione.Un bacetto tra due tredicenni richiede almeno un mese di punizione con chiusura in camera a pane e acqua,mentre fumare una sigaretta o bere uno spumantino a una festa può portare alla pena capitale.
A chi si chiedesse quali risultati abbiano sortito i predicozzi di mamma e papà,basti vedere cosa ne è dei 7 figli:
MATT,il figlio maggiore,si sposa di nascosto con una ragazza ebrea e di nascosto  comincia a fare le prove generali per il divorzio.
MARY
,la figlia scapestrata,dopo averne combinata una dietro l'altra (da un certo punto in poi della serie inizia a scivolare in un baratro di perdizione senza fondo),si sposa sempre di nascosto con un tizio con cui fa un figlio,lavora come assistente di volo,ma a un certo punto decide di mollare marito e pupo per chissà chi.
LUCY, la figlia oca,fisicamente ricorda un pò un Australopithecus Afarensis piuttosto in carne,ma la sua materia grigia non raggiunge i livelli di quel mammifero antropomorfo,dato che acutezza pari alla sua si riscontra solo nel cervello di un baco da seta.La ragazza,che studia da Reverenda per seguire le orme di babbo (chissà come concilierà poi la tonaca con la necessità che sente spesso di girare con le tette sempre esposte a mò di galleggiante per i sub),è talmente intelligente da sposarsi con un mascellone deficiente praticamente solo perchè ci vuole andare a letto,e prima del matrimonio non si fa!
SIMON, il figlio fighetto,che subisce un processo stile Torquemada per aver mostrato il medio a qualcuno di indefinito,e giustamente,pensa bene di ammazzare un ragazzino mettendolo sotto con la macchina,tanto era già delinquente comunque e per i suoi aveva ormai il marchio rosso.
RUTHIE,la figlia odiosa.Quanto a condotta sociale,pare aver imparato molto dagli errori dei fratelli,infatti le fa più o meno tutte giuste.Le fa talmente giuste da risultare di un'antipatia epica.Insomma,neanche questa è riuscita bene ai Camden,dato che ha tanto l'aria di quella odiata da tutti in ogni dove.
I gemelli SAMUEL E DAVID, brutti come il debito e stucchevoli come la melassa (ma due attorini un pò più aggraziati e due doppiatori meno insopportabili non potevano cercarli?),potrebbero diventare la salvezza della famiglia se non fosse che già all'età di circa tre anni si organizzano per rubare dei soldi da un salvadanaio comune e comprare nonsocosa.
Insomma,alla fine della fiera,meno male che esiste il cane HAPPY.
Complimenti,coniugi Camden,avete fatto davvero un ottimo lavoro:a quando la pubblicazione di un libro di pedagogia e teorie educative??
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mercoledì, 08 novembre 2006,20:05
Mi sorge spontanea una domanda (credo del tutto legittima):
MA I CD DI MARIANO APICELLA CHI CACCHIO LI COMPRA????
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mercoledì, 08 novembre 2006,17:30

L'ultimo "matrimonio del secolo" sarebbe quello di Tom Cruise e Katie Holmes



che dovrebbe avvenire a giorni (?) in quel del castello di Bracciano.
A parte che definire "del secolo" delle nozze che avvengono all'inizio del secolo mi sembra quantomeno azzardato; a parte che a occhio e croce siamo ALMENO al quinto matrimonio del secolo (secondo i media i matrimoni di:
Lavinia Borromeo e John Elkann
Carlo e Camilla
Emanuele Filiberto e Clotilde Coureau
Felipe di Spagna e Letizia Ortiz
che per me meritavano come unico commento un sonoro STICAZZI,sono invece eventi da conservare negli Annali);ma veramente può essere degna di nota,addirittura storica, la cerimonia (che ha come unico scopo la propedeuticità al divorzio prossimo venturo) nuziale dei due attori più monoespressivi di Hollywood?
mercoledì, 08 novembre 2006,11:19
...Quasi una certezza.Abbiamo tutti presente Jessica Fletcher,la famosa signora in giallo,la scrittrice detective.Quella che si trovava di fronte un morto ammazzato ad ogni angolo di strada.Bastava che mettesse piede lei da qualche parte e subito ci scappava l'omicidio,corredato di una decina di acerrimi nemici del defunto e di investigatore incapace.Sul finale,a Jessica veniva in mente un piccolissimo particolare insignificante per qualsiasi essere umano,(tipo un bottone mancante su una fila di 1500 minuscoli alamari oppure una maccholina di mezzo millimetro quadrato sul parquet di una sala expo grande quanto la basilica di S.Pietro) e subitaneamente ricostruiva perfettamente:scena del delitto,modalità,parole dette dall'omicida e dalla vittima,abbigliamento,movente.Ecco.Secondo me altro che mente arguta.Altro che cervello indagatore.Altro che capacità di osservazione.LI HA FATTI FUORI TUTTI LEI.